
Una sanzione per eccesso di velocità non sempre è valida fino in fondo. Prima di pagare, gli automobilisti possono verificare alcuni elementi del verbale che, se irregolari, permettono di contestare la multa. La regola generale è semplice: ogni sanzione resta contestabile nei termini previsti dalla normativa, ma occorre muoversi con attenzione e nei tempi corretti.
Il primo passo, una volta ricevuto il verbale, riguarda il controllo delle informazioni di base: data, luogo e velocità rilevata dal dispositivo. Solo dopo aver verificato questi dati si può valutare se procedere con un eventuale ricorso, basandosi su cinque criteri principali legati al funzionamento e alla collocazione dell’autovelox.
Segnaletica assente o non conforme
Il primo motivo di contestazione riguarda la segnaletica stradale. Ogni autovelox deve essere annunciato da un cartello che ne anticipi la presenza agli automobilisti in transito. Quando la segnalazione manca, risulta poco visibile o viene collocata a una distanza non regolamentare, la sanzione diventa contestabile per vizio di forma.
Mancata revisione del dispositivo
Un secondo elemento riguarda la manutenzione tecnica dell’apparecchio. Ogni autovelox deve essere sottoposto a controlli periodici che ne certifichino il corretto funzionamento e la taratura. Se l’ente che ha emesso la multa non riesce a dimostrare che il dispositivo ha superato queste verifiche nei tempi previsti, l’automobilista può presentare ricorso.
Apparecchi approvati ma non omologati
Si tratta di uno dei temi più discussi del momento, che ha già portato all’annullamento di numerose sanzioni nei tribunali italiani. La differenza tra approvazione e omologazione dei dispositivi resta al centro del dibattito giuridico: in assenza di indicazioni chiare sullo stato dell’apparecchio utilizzato, l’automobilista può contestare la multa e richiedere chiarimenti formali all’ente accertatore.
Notifica fuori tempo massimo
Per essere valida, una sanzione deve essere notificata al trasgressore entro 90 giorni dalla data dell’infrazione. Se il verbale arriva dopo questo termine, la multa può essere contestata per decadenza dei tempi di notifica. È quindi fondamentale confrontare la data dell’infrazione con quella di spedizione o ricezione del documento.
Posizionamento irregolare del dispositivo
L’ultimo caso riguarda la collocazione fisica dell’autovelox. Se il dispositivo è stato installato in una zona non autorizzata, in un punto con caratteristiche ambientali incompatibili con la segnaletica prevista, o comunque in un’area non consentita dalla normativa, l’automobilista ha diritto a presentare ricorso contro la sanzione ricevuta.


