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Ucraina, colpita una nave russa nel Mar Caspio: attacco shock a oltre 1500 chilometri

Pubblicato: 08/05/2026 15:22

L’Ucraina alza ancora il livello dello scontro con Mosca e porta la guerra in un’area che fino a oggi era considerata praticamente irraggiungibile. Nella notte tra il 6 e il 7 maggio, secondo quanto riferito dallo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, droni d’attacco hanno colpito una corvetta missilistica russa di classe Karakurt nella base navale di Kaspiysk, in Daghestan, sulle coste del Mar Caspio. Si tratta di un’operazione che, se confermata nei dettagli, rappresenterebbe una delle incursioni ucraine più profonde dall’inizio del conflitto.

La nave colpita può lanciare missili da crociera

La nave presa di mira appartiene al Progetto 22800 Karakurt, una moderna classe di corvette armate con missili da crociera Kalibr, gli stessi utilizzati più volte dalla Russia per colpire città e infrastrutture ucraine. Lo Stato Maggiore di Kiev ha spiegato che l’attacco sarebbe stato effettuato con droni FP-1 prodotti dalla società ucraina FirePoint. Le immagini diffuse dagli ucraini mostrerebbero proprio il momento dell’impatto del drone contro l’unità navale russa. Per ora non è ancora chiara l’entità dei danni, ma il valore simbolico e strategico dell’operazione appare enorme.

Il Mar Caspio, infatti, è sempre stato considerato un’area relativamente sicura per la marina russa. Geograficamente isolato e accessibile solo attraverso territori controllati da Russia e Iran, il bacino era stato utilizzato da Mosca come piattaforma protetta per il lancio di missili Kalibr contro l’Ucraina fin dalle prime fasi dell’invasione. Colpire una nave russa direttamente nella base di Kaspiysk, a oltre 1.500 chilometri dal territorio controllato da Kiev, significa dimostrare una capacità offensiva completamente nuova e molto più ampia rispetto al passato.

Il significato strategico dell’attacco e il ruolo dei droni FP-1

Le corvette di classe Karakurt rappresentano una componente importante della strategia navale russa. Più robuste e operative rispetto alle corvette Buyan-M, sono progettate per operare anche in condizioni marine più difficili e possono lanciare missili da crociera a lungo raggio contro obiettivi terrestri e navali. Neutralizzare anche solo parzialmente queste unità significa colpire direttamente la capacità offensiva russa utilizzata contro il territorio ucraino.

Secondo gli analisti militari, l’aspetto più impressionante dell’operazione riguarda soprattutto la distanza percorsa dai droni FP-1. Raggiungere Kaspiysk richiede infatti capacità operative estremamente avanzate, sia sul piano dell’autonomia di volo sia su quello della pianificazione strategica. Kiev non ha rivelato da dove siano partiti i droni né quale rotta abbiano seguito, ma il semplice fatto che siano riusciti ad arrivare fino al Mar Caspio cambia radicalmente la percezione della sicurezza delle installazioni russe lontane dal fronte.

Il drone FP-1 utilizzato nell’operazione è descritto come un velivolo kamikaze monodirezionale progettato per attacchi a lunghissimo raggio. Il video pubblicato dagli ucraini mostrerebbe il tipico profilo d’attacco terminale di questi droni, che volano a bassa quota prima dell’impatto finale contro il bersaglio. La scelta di diffondere immediatamente le immagini suggerisce che Kiev voglia lanciare anche un messaggio psicologico e strategico: nessuna base russa può più essere considerata davvero al sicuro.

L’attacco rischia ora di avere conseguenze importanti sugli equilibri militari nel Mar Caspio e sulla strategia russa dei lanci multipli di missili contro l’Ucraina. Mosca aveva sfruttato proprio la distanza geografica di quell’area per mantenere operative le sue piattaforme navali lontano dalle minacce ucraine. L’azione rivendicata da Kiev dimostra invece che il raggio operativo dei droni ucraini si è esteso ben oltre quanto immaginato fino a pochi mesi fa.

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