
La crisi internazionale colpisce anche l’agricoltura italiana e riapre il confronto con l’Europa sul Patto di stabilità, sulla sicurezza economica e sulla difesa delle produzioni nazionali. Giorgia Meloni, dal palco della Triennale di Milano, ospite dell’evento “L’Agricoltura, il futuro” organizzato da Confagricoltura con l’Università Bocconi, ha lanciato un messaggio netto a Bruxelles: l’Italia non può più permettersi dipendenze strategiche dagli altri, né accettare una narrazione che trasformi gli agricoltori in nemici dell’ambiente. «Per decenni abbiamo pensato di poter vivere comodi in un’Europa nella quale appaltavamo» ad altri sicurezza, energia e materie prime, ha detto la premier. Ora, però, il mondo è cambiato e «se tu non controlli le cose fondamentali, dipendi da chiunque altro. E non ce lo possiamo permettere».
La crisi internazionale pesa sull’agricoltura
Il quadro evocato dalla presidente del Consiglio è quello di una fase fragile, segnata dalle guerre, dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, dalle tensioni commerciali e dalla difficoltà di garantire stabilità alle filiere. Gli agricoltori parlano di una possibile crisi alimentare, mentre il governo rivendica il sostegno dato al settore: «15 miliardi in tre anni», ha ricordato Meloni, «risorse che nessun altro governo nella storia repubblicana aveva stanziato». Accanto a lei, il ministro Francesco Lollobrigida, chiamato a chiudere l’evento, in una platea composta da produttori, imprenditori, amministratori locali e rappresentanti delle principali aziende italiane.
Meloni ha legato la difesa dell’agricoltura a una visione più ampia della sovranità economica europea. Non isolamento, ha spiegato, ma capacità di stare nel mondo con la forza delle grandi potenze. «Ci dicevano che volevamo isolare l’Italia e l’Europa», ha ricordato, mentre l’obiettivo era esattamente opposto: costruire un’Italia e un’Europa capaci di non dipendere da Stati Uniti, Russia o Cina per le proprie necessità fondamentali.
Lo scontro con Bruxelles
Il passaggio più politico è arrivato sulla Unione europea. La premier ha accusato Bruxelles di aver alimentato una «narrazione ideologica» contro gli agricoltori, spesso rappresentati come «nemici della natura», mentre per Meloni sono «i custodi dell’ambiente». Una critica che si inserisce nel negoziato sul nuovo Quadro finanziario pluriennale europeo, dove il governo italiano intende difendere la Politica agricola comune e la coesione tra territori.
La presidente del Consiglio ha poi rivendicato i risultati economici del governo, citando il calo della popolazione a rischio povertà o esclusione sociale e l’aumento dei contratti a tempo indeterminato. Per Fratelli d’Italia, questi dati dimostrano l’efficacia della linea di Palazzo Chigi, alternativa alla stagione dei bonus e del reddito grillino.
Reduce dall’incontro con il segretario di Stato americano Marco Rubio, Meloni ha ribadito anche la linea nei rapporti con Washington: «L’Italia difende i propri interessi nazionali esattamente come fanno gli Stati Uniti». Un messaggio rivolto all’esterno, ma anche all’interno: in una fase di crisi globale, la premier vuole presentare il governo come argine politico ed economico a difesa dell’Italia, delle sue imprese e della sua agricoltura.


