
Nuovo capitolo nel caso di Garlasco, dove al centro dell’attenzione è finito il foglietto recuperato dagli investigatori tra i rifiuti di Andrea Sempio. Quel biglietto, secondo gli inquirenti, conterrebbe appunti collegati al delitto di Chiara Poggi, ma la difesa dell’uomo e il giornalista Gianluigi Nuzzi respingono con forza questa interpretazione.
Secondo l’avvocato Liborio Cataliotti, che assiste Sempio insieme alla collega Angela Taccia, quelle parole non avrebbero nulla a che vedere con una ricostruzione dell’omicidio. Il legale sostiene infatti che si trattasse semplicemente di una scaletta preparata per un contributo audio destinato allo spettacolo teatrale “La fabbrica degli innocenti”. Nel foglio comparivano annotazioni come “cucina”, “sala”, “tv” e la parola “assassino”, elementi che negli ultimi giorni hanno alimentato il dibattito mediatico attorno alle indagini.
L’avvocato ha spiegato che ad Andrea Sempio era stato chiesto di registrare un audio in cui raccontare il momento in cui aveva appreso di essere nuovamente indagato. In quella traccia, secondo la difesa, l’uomo descriveva semplicemente dove si trovava e cosa stesse facendo in quell’istante. Per questo motivo il foglio sarebbe stato soltanto un promemoria personale usato per organizzare il racconto.
La versione di Nuzzi sul foglio ritrovato
Sulla vicenda è intervenuto anche Gianluigi Nuzzi, che ha raccontato di aver riconosciuto immediatamente il contenuto di quegli appunti. In un video pubblicato sui social, il giornalista ha spiegato di essere rimasto colpito dalla ricostruzione emersa nelle ultime ore, soprattutto dopo la pubblicazione del foglietto sui quotidiani nazionali.
Nuzzi ha sottolineato come alcuni dettagli contenuti negli appunti non coincidessero con gli elementi noti dell’omicidio di Chiara Poggi. In particolare ha evidenziato il riferimento al cane, ricordando che la giovane aveva un gatto. Da lì, il giornalista avrebbe ricostruito l’origine reale di quel testo, collegandolo proprio al materiale preparato per il suo spettacolo.
Secondo quanto riferito, la scaletta serviva a guidare Sempio nella registrazione di un audio in cui spiegava le sue sensazioni dopo le accuse ricevute durante la prima inchiesta. “Attenzione a confondere un appunto scritto per rispondere a un giornalista con la confessione di un assassino”, ha dichiarato Nuzzi nel filmato diffuso online.
Il chiarimento sul sacco della spazzatura
La difesa ha inoltre spiegato perché quel foglio sarebbe stato gettato lontano dall’abitazione di Sempio. Cataliotti ha precisato che il sacco dell’immondizia era stato buttato dietro l’Ipercoop dove il suo assistito lavorava e dove aveva accesso al compattatore riservato ai dipendenti.
Per gli avvocati si tratterebbe dunque dell’“ennesimo travisamento dei fatti”, mentre gli investigatori continuano ad analizzare tutto il materiale raccolto nelle indagini sul delitto di Garlasco, uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi anni.


