
Torna al centro dello scontro politico Giuseppe Conte e la gestione della pandemia da Covid-19. Le dichiarazioni rilasciate dall’ex premier nel podcast One More Time hanno riacceso le critiche della maggioranza e, in particolare, dei componenti della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid.
Conte, parlando dell’emergenza sanitaria, ha ricordato i primi giorni della pandemia: «Ricordo il primo lockdown, quattro ore di Consiglio straordinario dei ministri. Avevo uno staff di esperti di cui mi fidavo».
Parole che hanno provocato la reazione di Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia nella Commissione Covid. «L’ex premier continua a mentire agli italiani», ha dichiarato al quotidiano Il Giornale, sostenendo che dai lavori della Commissione emergerebbe un quadro diverso rispetto alla ricostruzione fornita da Conte.
Secondo Buonguerrieri, il lockdown nazionale dell’8 marzo 2020 sarebbe stato deciso in una riunione ristretta tra Conte, l’allora ministro della Salute Roberto Speranza e l’allora ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia.
Nel dibattito vengono richiamate anche le audizioni davanti alla Commissione di alcuni ex membri del Comitato tecnico scientifico. Tra questi Luca Richeldi, ex direttore di Pneumologia del Gemelli, che avrebbe parlato di una riunione “ristretta e riservata” sul lockdown.
Diverse però le versioni emerse nelle testimonianze. Agostino Miozzo ha infatti dichiarato di non essere a conoscenza di riunioni informali del Cts, sostenendo che ogni incontro ufficiale fosse verbalizzato.
Al centro delle polemiche resta anche il tema delle zone rosse e della mancata chiusura della Val Seriana nelle prime settimane dell’emergenza. Viene citato il lavoro del ricercatore Stefano Merler, che avrebbe suggerito lockdown territoriali mirati anziché una chiusura nazionale immediata.
L’articolo rilancia inoltre il dibattito sulla disponibilità delle informazioni provenienti dalla Cina nelle settimane precedenti all’esplosione della pandemia in Italia. Secondo alcune testimonianze raccolte dalla Commissione, già a febbraio 2020 sarebbero stati disponibili dati dettagliati sull’andamento del contagio e sul ruolo degli asintomatici.
La Commissione parlamentare continua intanto le proprie audizioni per ricostruire decisioni, responsabilità e modalità con cui vennero adottate le misure emergenziali durante la pandemia.


