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“Governo ormai finito”. Il Pd attacca Meloni: “Resta solo la faida per le poltrone”

Pubblicato: 11/05/2026 12:24

Il Partito Democratico torna all’attacco del governo Meloni dopo il nuovo terremoto politico esploso al ministero della Cultura. A far discutere sono i licenziamenti che hanno coinvolto il capo della segreteria tecnica Emanuele Merlino e la segretaria particolare Elena Proietti, episodi che secondo l’opposizione rappresentano il simbolo di una maggioranza ormai paralizzata da scontri interni e lotte di potere.
Durissime le parole del senatore Pd Francesco Verducci, componente della commissione Cultura del Senato, che parla apertamente di un governo “di fatto finito” e accusa l’esecutivo di essere ormai concentrato soltanto sulla gestione delle poltrone e degli equilibri interni.

“Non fanno politica, fanno occupazione di potere”

Secondo Verducci, quanto accaduto al ministero guidato da Alessandro Giuli sarebbe la dimostrazione della crisi ormai aperta all’interno della maggioranza. Il senatore dem sostiene che il governo abbia progressivamente abbandonato le politiche culturali per concentrarsi esclusivamente su una “occupazione feroce” delle strutture di potere.

Nel mirino del Pd finisce soprattutto il caso legato al mancato finanziamento del documentario dedicato a Giulio Regeni, vicenda che avrebbe provocato tensioni e conseguenze interne al ministero. Per Verducci, il licenziamento di Merlino rappresenterebbe una sorta di ammissione indiretta di responsabilità da parte dello stesso ministro Giuli.

“Il mancato finanziamento è una ferita gravissima per il Paese”, ha dichiarato il parlamentare, parlando di una situazione “vergognosa e inquietante”. Secondo l’esponente dem, il caso dimostrerebbe come lo staff del ministero e la cerchia vicina al governo siano direttamente coinvolti nelle scelte finite al centro delle polemiche.

Il ministero della Cultura nel caos

La polemica politica si allarga anche ai recenti stanziamenti annunciati dal ministero per il settore cinematografico. Verducci accusa infatti il governo di aver ignorato per anni la crisi del comparto culturale e dello spettacolo, salvo poi intervenire soltanto dopo le proteste degli operatori del settore.

Il senatore Pd punta il dito anche contro i tagli inseriti nelle ultime leggi di bilancio, sostenendo che molte maestranze sarebbero finite in difficoltà economica proprio a causa delle scelte dell’esecutivo. Tra i temi richiamati c’è anche quello dell’indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo, misura approvata durante la pandemia che, secondo il Pd, sarebbe stata svuotata dal governo Meloni.

“È una guerra interna nella destra, ecco cosa faremo”

Per Verducci, la vicenda del ministero della Cultura sarebbe soltanto il riflesso di una crisi molto più ampia dentro la maggioranza. Il parlamentare parla apertamente di “lotta tribale senza esclusione di colpi”, facendo riferimento ai rapporti sempre più tesi tra le varie anime del centrodestra.

Alla domanda “chiederete di riferire in Aula?” Verduci risponde secco: “È un governo che non ha più né credibilità né reputazione, prima andrà a casa, meglio sarà per i cittadini. Il referendum è stato un voto di sfratto, un voto di sfiducia contro Meloni”.

Parole che aumentano ulteriormente la tensione politica in una fase già delicata per la maggioranza, mentre il caso del ministero della Cultura continua a provocare polemiche e scontri sempre più duri tra governo e opposizioni.

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Ultimo Aggiornamento: 11/05/2026 12:25

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