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Campo largo, Bonelli scuote l’alleanza: “Irritati dalla sfida Conte-Schlein, prima viene il programma”

Pubblicato: 12/08/2026 15:14

Alleanza Verdi Sinistra alza la voce nel campo largo e chiede di fermare la corsa alla leadership prima che il confronto tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein finisca per trasformarsi in uno scontro capace di indebolire l’intera coalizione. A esprimere apertamente il malcontento è Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e parlamentare di Avs, che in un’intervista al Corriere della Sera contesta l’impostazione di una partita politica sempre più concentrata sui nomi dei possibili candidati premier anziché sulla costruzione di un programma comune.

La posizione di Bonelli è netta: Avs non intende assistere da spettatrice a una sfida a due tra Pd e Movimento 5 Stelle. “Noi di Avs siamo profondamente irritati da questa corsa alla leadership”, afferma, sostenendo che il confronto sui nomi stia impedendo alla coalizione di concentrarsi sulla questione decisiva: “Costruire un programma per il Paese”.

Bonelli: “Il nostro elettorato non vuole vederci litigare sui nomi”

L’irritazione, secondo il parlamentare, non riguarderebbe soltanto i vertici di Alleanza Verdi Sinistra. Il rischio è che il continuo confronto sulla leadership finisca per allontanare anche una parte degli elettori progressisti. “Questa contesa rende insofferente il nostro elettorato che ci chiede di trovare una sintesi sui temi. Non può guardarci litigare sui nomi”, avverte Bonelli.

Il co-portavoce dei Verdi evita comunque un attacco personale ai due principali protagonisti della partita. Dice di avere “grande stima” per entrambi e di riconoscere “autorevolezza e generosità sia a Conte sia a Schlein”. Proprio per questo, sostiene, tutte le componenti della coalizione dovrebbero dimostrare responsabilità rinunciando a trasformare la scelta del candidato premier nel punto di partenza del confronto.

Per Bonelli il percorso dovrebbe essere esattamente opposto: prima l’accordo sui contenuti, poi il nome chiamato a rappresentarlo. “Dovremmo tutti manifestare la nostra capacità di essere generosi e responsabili. E per farlo non si parte dalla sfida per la leadership. Si parte dal programma”.

Avs chiede un tavolo politico

La proposta è quindi quella di convocare un vero tavolo politico del campo largo, nel quale verificare innanzitutto se esistano le condizioni per costruire un’intesa tra le diverse anime dell’opposizione. Solo successivamente dovrebbe essere affrontato il nodo della candidatura alla presidenza del Consiglio.

Basta polemica sulla leadership, cerchiamo un’intesa politica. Fissiamo il perimetro programmatico che è la priorità. Sulla base di esso individueremo il candidato”, afferma Bonelli. Il timore di Avs è che una competizione prematura tra Pd e M5S possa produrre fratture difficili da ricomporre quando si entrerà nella fase decisiva della preparazione delle elezioni.

Il messaggio rivolto soprattutto a Conte e Schlein è chiaro: se la necessità di prevalere sull’altro porta a introdurre nel dibattito questioni divisive, il rischio è quello di danneggiare l’intera alleanza. “Se per spuntarla sull’altro si introducono elementi che rischiano di lacerare l’alleanza, si fa un serio danno”, avverte Bonelli.

Primarie sì, ma soltanto dopo l’accordo sul programma

Avs non chiude neppure alla possibilità delle primarie, tornate al centro della discussione sulla futura leadership del centrosinistra. Bonelli, però, considera prematuro stabilire oggi che quello debba necessariamente essere lo strumento utilizzato per scegliere il candidato premier.

La decisione dovrebbe essere presa collegialmente. Il tavolo politico, secondo Bonelli, dovrebbe definire le priorità programmatiche e contemporaneamente stabilire le regole attraverso le quali individuare il candidato o la candidata alla guida della coalizione. “Se il tavolo stabilirà che servono le primarie, si facciano”, spiega.

Anche in quel caso, tuttavia, la competizione dovrebbe evitare di trasformarsi in uno scontro distruttivo. “Non sarà una passeggiata, soprattutto se ognuno cercherà di delegittimare il competitor a pochi mesi dalle elezioni”, avverte il parlamentare.

Il campo largo davanti al nodo della leadership

L’intervento di Bonelli aggiunge così un nuovo elemento a una discussione che si sta facendo sempre più delicata. Il campo largo non è composto soltanto da Pd e Movimento 5 Stelle e Avs rivendica il diritto di partecipare alla definizione tanto del programma quanto delle regole per scegliere la leadership.

La questione non riguarda soltanto il nome del futuro candidato premier. Prima ancora bisognerà verificare la possibilità di costruire una sintesi sulle principali questioni politiche e stabilire un metodo condiviso per risolvere le inevitabili divergenze tra le diverse componenti della coalizione.

È su questo terreno che Bonelli chiede di riportare immediatamente il confronto. Prima il programma e il perimetro dell’alleanza, poi le regole e infine il candidato. Una richiesta che prova a interrompere la polarizzazione tra Conte e Schlein e che, allo stesso tempo, ricorda ai due principali partiti del centrosinistra che nella costruzione dell’alternativa a Giorgia Meloni anche gli altri alleati intendono far pesare i propri voti.

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