
Il Milan sprofonda nella crisi più profonda della stagione e San Siro esplode contro squadra, allenatore e società. Fischi assordanti, cori di contestazione e un clima pesantissimo hanno accompagnato l’ennesima serata da incubo dei rossoneri, ormai sempre più lontani dalle ambizioni che avevano acceso l’estate e il primo tratto di campionato.
Per mesi il Milan aveva coltivato addirittura sogni di scudetto, trascinato da una lunga serie di risultati utili che sembravano aver mascherato limiti evidenti. Poi il crollo verticale. Una squadra apparsa improvvisamente fragile sul piano tecnico, tattico e soprattutto mentale. E adesso, mentre la corsa Champions si complica sempre di più, l’impressione è che l’intero progetto rossonero sia arrivato al punto di rottura.
Il mercato, le illusioni e il crollo della squadra
Ripensando alle scelte estive, il tracollo appare oggi molto meno sorprendente. Il club ha chiuso il mercato con un importante attivo economico, confidando che gli innesti di Allegri, Modric e Rabiot potessero bastare per rilanciare una squadra reduce da un ottavo posto. Per qualche mese il piano ha retto, anche oltre le aspettative. Poi la realtà ha presentato il conto.
Contro l’Atalanta il Milan ha mostrato tutti i propri limiti. Maignan non ha commesso errori gravi, ma non è riuscito nemmeno a compiere i miracoli che in passato avevano spesso salvato la squadra. In difesa De Winter ha alternato buone chiusure a evidenti difficoltà, mentre Gabbia è apparso paralizzato dalla tensione. Pavlovic ha provato almeno a mettere energia e carattere, trovando anche il gol, ma senza riuscire a cambiare davvero l’inerzia della partita.
A centrocampo Loftus-Cheek è apparso irriconoscibile, incapace di imporsi fisicamente, mentre Ricci ha iniziato il match con troppa timidezza. Ancora una volta è stato Rabiot a tentare di trascinare il gruppo, spesso quasi da solo.
Leao nel mirino, San Siro non perdona più
Il simbolo della crisi rossonera resta però Rafael Leao. Il portoghese, che sulla carta avrebbe dovuto rappresentare il valore aggiunto del Milan, è finito ancora una volta nel mirino dei tifosi. Errori tecnici, palloni persi e atteggiamento giudicato insufficiente hanno esasperato definitivamente San Siro.
Leao ha sprecato anche una delle poche occasioni create dal Milan nel primo tempo, confermando una sensazione ormai diffusa nell’ambiente rossonero: il talento esiste ancora, ma personalità e continuità sembrano sparite. Quello che doveva essere il leader tecnico della squadra viene ormai percepito da molti tifosi come uno dei principali problemi.
Contestazione totale contro società e dirigenza
Nel finale la squadra ha provato almeno a reagire con Gimenez, Nkunku e qualche lampo offensivo, ma il risultato non ha fatto altro che aumentare la rabbia del pubblico. La contestazione si è allargata rapidamente dalla squadra alla società, coinvolgendo direttamente anche Gerry Cardinale e Giorgio Furlani.
I tifosi contestano soprattutto la gestione tecnica e sportiva degli ultimi mesi, accusando la dirigenza di aver costruito una squadra incompleta e senza equilibrio. Allegri resta al centro delle critiche, ma nel mirino ci sono ormai tutti: giocatori, allenatore e proprietà.
La qualificazione alla prossima Champions League resta ancora matematicamente possibile, ma il Milan visto nelle ultime settimane appare sempre più svuotato, fragile e incapace di reagire. E a San Siro cresce la sensazione che il vero problema non sia soltanto una stagione storta, ma una crisi molto più profonda.


