
La Corte d’Appello di Torino ha confermato il nesso di causalità tra la vaccinazione anti Covid e una grave patologia neurologica sviluppata da una donna piemontese dopo la somministrazione di due dosi. La decisione riguarda il caso di una tabaccaia di Alba, oggi 57enne, colpita da mielite trasversa, una malattia che interessa il sistema nervoso e che le ha provocato conseguenze permanenti tali da impedirle di camminare.
La sentenza rappresenta uno dei pronunciamenti più rilevanti degli ultimi anni sul tema dei possibili effetti avversi legati ai vaccini contro il Covid. I giudici torinesi hanno infatti confermato integralmente quanto già stabilito nel 2025 dal tribunale di Asti, respingendo il ricorso presentato dal ministero della Salute.
La Corte conferma il nesso causale
Nel dispositivo della sentenza, la Corte d’Appello sottolinea che la consulenza tecnica svolta nel primo grado di giudizio avrebbe accertato “in modo completo” il legame tra le inoculazioni del vaccino e la patologia neurologica sviluppata dalla donna.
I giudici spiegano che, sulla base del criterio della “preponderanza dell’evidenza”, non esistono motivi sufficienti per mettere in discussione le conclusioni della consulenza tecnica. Il ministero della Salute e Aifa avevano sostenuto che la mielite potesse essere stata provocata da una patologia autoimmune preesistente della donna, ma la Corte ha escluso che questa rappresentasse una causa alternativa diretta.
Secondo i magistrati, l’eventuale condizione autoimmune avrebbe potuto costituire soltanto un “terreno favorente”, senza interrompere il rapporto causale con la vaccinazione anti Covid.
Il caso della donna colpita dalla mielite trasversa
La vicenda riguarda una commerciante albese che, dopo le due somministrazioni del vaccino, ha sviluppato una grave forma di mielite trasversa, una patologia neurologica rara che può compromettere sensibilità, movimento e funzionalità motorie.
Nel 2025 il tribunale di Asti aveva già riconosciuto il diritto all’indennizzo previsto dalla normativa italiana sui danni da vaccinazione, estesa anche ai vaccini anti Covid nel 2022. La nuova sentenza della Corte d’Appello rafforza ulteriormente quella decisione, confermando l’obbligo per ministero della Salute e Aifa di procedere con il risarcimento previsto dalla legge.
Gli avvocati: “Ogni caso va valutato singolarmente”
I legali della donna parlano di una sentenza importante soprattutto sul piano giuridico e scientifico. Secondo l’avvocato Stefano Bertone, il pronunciamento ribadisce un principio fondamentale: anche i vaccini, come tutti i farmaci, possono provocare effetti avversi, compresi quelli più gravi.
Gli avvocati sottolineano però che ogni vicenda deve essere analizzata singolarmente attraverso approfondimenti medici e consulenze tecniche specifiche. Secondo quanto riferito dai legali, dopo la prima sentenza del tribunale di Asti sarebbero arrivate numerose altre segnalazioni di presunti danni collegati ai vaccini anti Covid.
Sempre secondo i difensori, in Europa le richieste di indennizzo legate agli effetti avversi delle vaccinazioni avrebbero ormai raggiunto numeri molto elevati, con migliaia di casi ancora in fase di valutazione.


