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Sonia scomparsa con i figli, spuntano lettere al padre: l’ipotesi peggiore di queste ore

Pubblicato: 11/05/2026 18:03

Si infittisce il mistero sulla scomparsa di Sonia Bottacchiari, la 49enne sparita dal 20 aprile insieme ai due figli adolescenti di 16 e 14 anni e ai quattro cani di famiglia.

Nelle ultime ore è emerso un nuovo elemento: la donna avrebbe lasciato una lettera al padre. Il documento sarebbe stato ritrovato nell’abitazione dell’uomo dall’inviato di Sky TG24 Flavio Isernia insieme allo stesso genitore della donna.

Secondo quanto riferito dall’emittente, il contenuto dello scritto descriverebbe una “situazione di sofferenza e inquietudine”. Della lettera sono stati immediatamente informati i carabinieri che coordinano le indagini.

La famiglia era partita da Castell’Arquato, nel Piacentino, diretta in Friuli Venezia Giulia. Nei giorni scorsi la loro auto è stata ritrovata a Tarcento, in provincia di Udine.

Nel frattempo proseguono senza sosta le operazioni di ricerca. Dopo un vertice coordinato dal prefetto di Udine Domenico Lione, è stato deciso di ampliare ulteriormente il raggio delle ricerche di circa venti chilometri rispetto alle aree già battute nei giorni scorsi.

Le operazioni continueranno a essere coordinate dai vigili del fuoco, mentre i carabinieri portano avanti le indagini in contatto costante con la Procura di Piacenza.

Le parole della Procuratrice: “Fanno pensare al suicidio”

Sono “due lettere diverse, non datate. Una indirizzata ai figli, l’altra in cui Bottacchiari fa osservazioni sulla propria vita. Sono state trovate in casa del padre di lei, nonno dei ragazzi, Riccardo Bottacchiari. Fanno pensare a una volontà suicidaria”. Lo apprende la Tgr Rai del Friuli-Venezia Giulia dalla procuratrice capo di Piacenza, Grazia Pradella. La procuratrice – ha riferito sempre la Tgr Fvg – ha sottolineato “l’estrema delicatezza di un momento in cui è necessario mantenere assoluto riserbo nel rispetto delle indagini in corso”. 

Un altro elemento ritenuto significativo dagli investigatori riguarda i telefoni cellulari. Secondo quanto emerso, Sonia Bottacchiari e i due ragazzi avevano con sé almeno quattro smartphone.

Oltre ai dispositivi personali, la donna disponeva anche di un cellulare utilizzato per la sua collaborazione lavorativa con un caseificio. Tutti i telefoni sarebbero stati “neutralizzati” nello stesso momento.

Un dettaglio che, secondo chi indaga, potrebbe indicare un’azione volontaria e pianificata. Restano aperte tutte le ipotesi investigative, compresa quella di un allontanamento volontario.

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Ultimo Aggiornamento: 11/05/2026 19:15

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