
Le nuove indagini sul delitto di Garlasco continuano a concentrarsi su Andrea Sempio e sulle intercettazioni ambientali che gli investigatori considerano particolarmente rilevanti nella ricostruzione dell’omicidio di Chiara Poggi. Al centro dell’attenzione ci sono alcune conversazioni registrate nel 2017 all’interno dell’auto dell’indagato, oggi rilette alla luce dei nuovi accertamenti tecnici e investigativi.
Secondo gli inquirenti, proprio quelle intercettazioni rappresenterebbero uno degli elementi più delicati del nuovo filone investigativo, insieme alle consulenze tecniche e ai movimenti ricostruiti attorno alla villetta di via Pascoli la mattina del 13 agosto 2007.
La frase di Sempio alla madre durante l’intercettazione
Tra i passaggi ritenuti più significativi dagli investigatori c’è una conversazione del 10 febbraio 2017, registrata il giorno successivo a un interrogatorio.
Durante il dialogo, la madre Daniela Ferrari avrebbe detto al figlio: “Certo che se gli succedeva a 19 anni era peggio”. Andrea Sempio avrebbe quindi risposto: “Beh, mi è successo a 19 anni”.
La madre avrebbe poi aggiunto: “A 19 anni non ti è successo il casino come adesso. Ti rovinavi la vita ancora di più, ormai sei più grande e più maturo”.
Secondo la Procura, si tratterebbe di una conversazione “di evidente attinenza ai fatti”, con riferimento proprio all’omicidio di Chiara Poggi avvenuto nell’estate del 2007, quando Sempio aveva appunto 19 anni. Gli investigatori ritengono che questo dialogo debba essere valutato insieme agli altri elementi raccolti negli ultimi anni.
I dubbi sugli orari e i movimenti verso casa Poggi
Un’altra intercettazione, datata 8 febbraio 2017, riguarderebbe invece l’orario in cui Sempio si sarebbe mosso la mattina del delitto. Secondo quanto emerge dagli atti, l’indagato avrebbe fatto riferimento a “qualcosa quel giorno” parlando anche delle “nove e mezza a casa”, orario che gli investigatori ritengono compatibile con l’ingresso nella villetta di via Pascoli.
Le nuove verifiche si intrecciano inoltre con alcuni appunti attribuiti al padre Giuseppe Sempio, trovati in un quaderno sequestrato dagli inquirenti. In quei fogli verrebbero indicati spostamenti a piedi verso casa Poggi e il riferimento a una bicicletta nera vista nella zona fino alle 9.40-9.50 del mattino. Elementi che, secondo la Procura, metterebbero in discussione la versione sempre sostenuta dalla famiglia Sempio, secondo cui Andrea non si sarebbe allontanato da casa prima delle 10.
I sospetti sulla distruzione di prove
Le nuove indagini evidenziano inoltre quella che i magistrati definiscono una “sostanziale inazione investigativa” nelle verifiche svolte nel 2017. Secondo gli inquirenti, proprio quella fase avrebbe consentito a Sempio di diventare più prudente e di eliminare eventuali elementi utili alle indagini.
Durante le recenti perquisizioni nell’abitazione di via Canova, infatti, non sarebbero stati trovati computer fissi o portatili. Una circostanza che ha spinto gli investigatori a ipotizzare la possibile distruzione o eliminazione di dispositivi elettronici e memorie informatiche.
Le intercettazioni ambientali, unite alle consulenze tecniche e alle nuove ricostruzioni investigative, hanno portato oggi la Procura a sostenere che Andrea Sempio possa essere stato presente sulla scena del crimine al posto di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.
Resta comunque fondamentale ricordare che il procedimento è ancora in corso e che ogni valutazione definitiva spetterà eventualmente ai giudici nei futuri sviluppi giudiziari del caso.


