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“Aperto un nuovo fascicolo”. Garlasco, l’annuncio: cosa succede adesso

Pubblicato: 13/05/2026 22:28

La Procura di Milano ha aperto un nuovo fascicolo legato al caso Garlasco, uno dei più discussi della cronaca giudiziaria italiana. Al centro dell’indagine non ci sono però nuovi sospetti sull’omicidio di Chiara Poggi, bensì le presunte campagne diffamatorie e persecutorie esplose online negli ultimi mesi.

Il fascicolo, coordinato dal pm Antonio Panza, riguarda infatti presunti atti persecutori nei confronti della famiglia Poggi e delle gemelle Cappa, cugine della vittima finite ripetutamente nel mirino di social, blog e contenuti pubblicati sul web.

La notizia è stata anticipata da Gianluigi Nuzzi durante la trasmissione “Dentro la Notizia” su Canale 5. Secondo quanto riferito nel programma, gli investigatori starebbero analizzando le attività portate avanti nell’ultimo anno da blogger, comunicatori e alcuni giornalisti.

Nel mirino della Procura ci sarebbero contenuti ritenuti potenzialmente diffamatori o persecutori, pubblicati soprattutto sui social network e su piattaforme video. Secondo la prima ricostruzione investigativa, alcune persone avrebbero reiterato accuse e insinuazioni contro i familiari della vittima.

Le querele presentate sarebbero circa 200, suddivise quasi equamente tra la famiglia Poggi e le sorelle Cappa. Oltre alla diffamazione, l’ipotesi principale contestata nel fascicolo resta quella di atti persecutori, un’accusa che potrebbe aggravare notevolmente la posizione degli eventuali responsabili.

Negli ultimi mesi il nome delle gemelle Cappa è tornato più volte al centro del dibattito mediatico dopo alcune ricostruzioni circolate online e rilanciate anche da contenuti social legati alla nuova inchiesta su Andrea Sempio.

Uno degli episodi che ha alimentato nuove polemiche risale allo scorso 14 maggio, quando i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, insieme ai vigili del fuoco, hanno effettuato un’ispezione in un canale di Tromello, comune vicino a Garlasco.

L’attività investigativa era partita dalle dichiarazioni di un testimone che avrebbe riferito un racconto ricevuto anni prima da una donna oggi deceduta. Secondo quella testimonianza, una delle cugine di Chiara Poggi sarebbe stata vista entrare nella casa della nonna e gettare qualcosa nel torrente vicino.

Le verifiche effettuate nel canale, però, non hanno portato al ritrovamento di elementi utili alle indagini sul delitto. Intanto la Procura di Milano punta ora a fare chiarezza sull’ondata di contenuti, accuse e insinuazioni che negli ultimi mesi ha trasformato il caso Garlasco anche in una guerra social fatta di sospetti, campagne online e presunti atti persecutori.

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