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“Gli ho rovinato la vita”. Garlasco, la mamma di Sempio in lacrime: pianto disperato

Pubblicato: 13/05/2026 17:12

“Perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu”. È una frase che pesa come un macigno quella pronunciata da Giuseppe Sempio durante una telefonata con la moglie, intercettata nell’ambito delle nuove indagini sul delitto di Garlasco. Dall’altra parte della cornetta, la donna crolla emotivamente e si lascia andare a parole cariche di disperazione: “È colpa mia, gli ho detto io di tenere lo scontrino”.

L’intercettazione, tornata oggi al centro dell’attenzione investigativa, aggiunge un nuovo tassello al complesso quadro che ruota attorno all’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco. La madre di Andrea Sempio, in lacrime, continua infatti a ripetersi: “Gli ho rovinato la vita all’Andrea… Ho rovinato io la vita”, mentre il marito prova a interrompere il discorso e a rassicurarla.

“Il ragazzo era a casa e lo sai anche tu”, dice infatti Giuseppe Sempio nella conversazione. Poi aggiunge un dettaglio considerato cruciale: “Perché se lei l’hanno ammazzata a quell’orario lì, lui era a casa”. Una frase che oggi gli investigatori rileggono alla luce della nuova inchiesta che vede Andrea Sempio nuovamente indagato per l’omicidio della giovane.

Il nodo centrale riguarda gli spostamenti della famiglia la mattina del 13 agosto 2007. I Sempio avevano una sola automobile e, secondo quanto ricostruito, se quella mattina la madre si trovava davvero a Vigevano con la macchina, Andrea non avrebbe potuto allontanarsi facilmente da Garlasco. Un dettaglio logistico che la difesa ritiene fondamentale nella ricostruzione degli orari.

A rafforzare questa versione ci sarebbe anche un biglietto scritto dal padre di Andrea e successivamente sequestrato dagli investigatori. Nel foglio si legge: “Mio figlio era a piedi xche non ho/ha bicicletta nera 1 bianca da donna”. Un appunto apparentemente semplice ma che oggi torna sotto la lente degli inquirenti e dei consulenti impegnati nel nuovo filone investigativo sul caso Garlasco.

Intanto continuano anche le polemiche sulle consulenze tecniche legate alla cosiddetta “impronta 33”. Il confronto tra esperti resta accesissimo dopo le critiche mosse dal Ris di Parma nei confronti delle analisi effettuate dall’ex generale Luciano Garofano. Gli investigatori parlano infatti di valutazioni “insensate”, alimentando ulteriormente lo scontro tecnico attorno alle prove raccolte.

Nelle dichiarazioni rese nel 2017, Andrea Sempio ha ricostruito nel dettaglio la sua mattinata del 13 agosto. “Quando sono tornato a Garlasco verso le 11 sono andato da mia nonna e sono rimasto lì più o meno fino all’ora di pranzo”, ha spiegato agli investigatori. Successivamente, avrebbe pranzato a casa prima di tornare ancora dalla nonna insieme al padre intorno alle 13.30.

Secondo gli atti, non emergerebbero particolari contraddizioni con quanto raccontato dalla nonna di Andrea Sempio, ascoltata dai carabinieri già nel 2008. L’anziana, infatti, non aveva mai specificato se il nipote fosse arrivato a piedi oppure in auto. Un dettaglio che per la difesa sarebbe coerente con la versione fornita negli interrogatori.

Resta però il sospetto degli investigatori sulla cosiddetta “doppia visita” alla nonna nel giro di poche ore. Per chi indaga, quel comportamento sarebbe insolito rispetto alle abitudini del ragazzo e rappresenterebbe un elemento da approfondire. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso continua così a riempire le pagine della cronaca giudiziaria italiana, tra nuove intercettazioni, vecchi dubbi e scenari ancora tutti da chiarire.

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