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Il mare era tutta la sua vita: chi era Muriel, la biologa italiana morta alle Maldive

Pubblicato: 15/05/2026 20:36

Aveva trasformato il mare nella sua professione, nella sua passione e nel centro della sua vita. Muriel Oddenino, biologa marina di 31 anni originaria di Poirino, in provincia di Torino, era davvero innamorata dal mare: è una delle cinque vittime italiane della tragedia avvenuta alle Maldive durante un’immersione nelle grotte subacquee dell’atollo di Vaavu. Una morte che ha sconvolto il Piemonte e il mondo accademico, dove la giovane ricercatrice era conosciuta per il suo lavoro sulla tutela degli ecosistemi marini.

Muriel si trovava insieme ad altri sub esperti quando qualcosa è andato storto durante l’esplorazione di una grotta a circa 60 metri di profondità. L’incidente è costato la vita anche ad altri quattro italiani, tra cui Federico Gualtieri, 31enne di Omegna, che proprio pochi mesi fa aveva discusso una tesi universitaria dedicata all’atollo Vaavu.

Una famiglia di medici, ma lei aveva scelto il mare

A Poirino la famiglia Oddenino è molto conosciuta. Il nonno di Muriel, Gianni Oddenino, era stato storico medico condotto del paese, mentre il padre Andrea è un medico di base molto stimato nella comunità. Una tradizione familiare legata alla medicina che però Muriel aveva deciso di seguire in modo diverso, scegliendo la biologia marina e la ricerca scientifica.

Chi la conosceva racconta di una ragazza determinata, brillante e profondamente legata al mare. Sui social pubblicava spesso fotografie delle sue immersioni in giro per il mondo, raccontando spedizioni, studi e progetti dedicati agli habitat marini.

La giovane ricercatrice lavorava come assegnista presso l’Università di Genova, dopo precedenti esperienze accademiche a Bari, ed era impegnata in studi scientifici sulla salvaguardia del Mediterraneo. Tra le sue pubblicazioni più recenti figurava anche una ricerca sulle praterie di Posidonia oceanica nell’area marina protetta di Capo Mortola, uno degli ecosistemi più delicati e preziosi del mare italiano.

Subacquea esperta e appassionata di sport

Muriel era considerata una subacquea esperta. Gli amici la chiamavano “Muri” e raccontano di una ragazza piena di energia, innamorata della natura e dello sport. Oltre alle immersioni, praticava pallavolo e beach volley ed era fidanzata con un giocatore del Cuneo Volley.

Quando non era impegnata per lavoro tra laboratori, università e spedizioni marine, divideva il suo tempo tra il Piemonte e la Liguria, soprattutto nella zona di Pietra Ligure, dove la famiglia possiede una casa.

Proprio il mare, che aveva scelto come missione professionale e personale, è diventato il teatro della tragedia che le è costata la vita.

La tragedia nelle grotte dell’atollo Vaavu

L’incidente è avvenuto durante un’immersione nelle grotte subacquee dell’atollo di Vaavu, uno dei luoghi più spettacolari ma anche più insidiosi delle Maldive per chi pratica immersioni tecniche profonde.

Secondo le prime ricostruzioni, il gruppo stava effettuando un’esplorazione a circa 60 metri di profondità quando si sarebbe verificata un’emergenza ancora in fase di accertamento. Le autorità locali stanno cercando di chiarire cosa abbia provocato la tragedia.

La notizia ha colpito profondamente le comunità piemontesi di Poirino e Omegna. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha espresso cordoglio alle famiglie delle vittime e alle comunità coinvolte.

Nel frattempo, le famiglie attendono il rientro delle salme mentre la Farnesina segue da vicino tutta la vicenda insieme alle autorità maldiviane.

Il dolore di Poirino

A Poirino il dolore è enorme. La famiglia Oddenino si è chiusa nel silenzio. Dalla casa di via San Giovanni Bosco arrivano soltanto poche parole affidate a una voce femminile dietro il citofono: “Lasciateci nel nostro dolore”.

Muriel lascia il ricordo di una giovane donna che aveva fatto della conoscenza del mare la propria ragione di vita. Una ricercatrice appassionata, una sportiva e una professionista che aveva dedicato il proprio lavoro alla tutela degli ecosistemi marini più fragili.

E proprio quel mondo che amava così profondamente, tra immersioni, oceani e studi scientifici, si è trasformato nel luogo della tragedia che ha spezzato la sua vita a soli 31 anni.

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Ultimo Aggiornamento: 15/05/2026 21:12

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