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“Non ho avuto scelta, ok?!”. Domenico Caliendo, il chirurgo confessa tutto: è tremendo

Pubblicato: 15/05/2026 11:43

Una registrazione destinata a diventare un elemento centrale nelle verifiche della Procura riporta al centro dell’attenzione il caso del trapianto di cuore eseguito al piccolo Domenico Caliendo. Un audio acquisito dagli inquirenti di Napoli contiene le dichiarazioni del cardiochirurgo Guido Oppido, chiamato a ricostruire le fasi dell’intervento e a chiarire la sequenza delle decisioni prese in sala operatoria durante una procedura complessa e finita sotto esame.

Le parole del medico emergono in un contesto delicato, segnato da un’indagine e da un audit ministeriale che hanno acceso i riflettori sull’operato dell’équipe sanitaria dell’ospedale Monaldi. La registrazione, effettuata durante una riunione informale tra sanitari prima delle verifiche ministeriali, aggiunge un ulteriore tassello alla ricostruzione dei fatti, mentre restano aperti interrogativi tecnici e procedurali sull’intervento.
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La versione del cardiochirurgo Guido Oppido

Nel contenuto audio agli atti dell’inchiesta, il cardiochirurgo Guido Oppido ricostruisce le fasi dell’intervento sul piccolo paziente, soffermandosi in particolare sul momento dell’espianto dell’organo. Secondo quanto riportato nella registrazione, il medico afferma che il cuore sarebbe stato rimosso prima di accertare completamente la condizione del secondo organo coinvolto nella procedura.

Una ricostruzione che si inserisce in un quadro complesso, già oggetto di valutazione da parte della magistratura. Nelle sue dichiarazioni, Oppido sottolinea come la scelta operativa sarebbe stata dettata da necessità contingenti, sostenendo che non vi sarebbero state alternative praticabili nel momento in cui si è svolta la fase chirurgica più delicata del trapianto.

Le affermazioni contenute nell’audio risultano particolarmente rilevanti perché si aggiungono a quanto già dichiarato dal medico durante l’interrogatorio preventivo di fine marzo davanti al gip Mariano Sorrentino, nel corso del quale aveva fornito una versione differente sulla sequenza delle operazioni, precisando di non aver proceduto all’espianto del cuore prima dell’arrivo del materiale necessario al trapianto.

Il nodo del trasporto e le accuse tecniche

Un altro passaggio centrale della registrazione riguarda le condizioni di trasporto dell’organo destinato al trapianto. Nel corso della riunione, il cardiochirurgo interviene anche sulla questione del cuore conservato durante il trasferimento da Bolzano, dove si sarebbe verificato un problema legato all’utilizzo del ghiaccio secco nel contenitore refrigerato.

Nel suo intervento, Oppido difende l’operato della collega Gabriella Farina, che aveva materialmente gestito il prelievo dell’organo. Secondo la ricostruzione riportata nell’audio, l’utilizzo del materiale refrigerante non sarebbe stato frutto di una scelta errata, ma di un equivoco operativo nella gestione della richiesta.

Il medico utilizza un paragone per spiegare la propria posizione, sottolineando come la responsabilità dell’eventuale errore non sarebbe attribuibile al personale che ha eseguito il prelievo, ma a una catena di comunicazioni che avrebbe generato fraintendimenti nella fase logistica del trasporto.

Le difese e il confronto tra specialisti

Nel corso della stessa riunione informale, il chirurgo affronta anche il tema delle responsabilità professionali, escludendo criticità dirette nel proprio operato. A sostegno della sua posizione cita diversi nomi del settore trapiantologico che si sarebbero espressi pubblicamente in difesa delle scelte adottate durante l’intervento.

Secondo quanto riportato nella registrazione, diversi specialisti avrebbero condiviso l’impostazione clinica seguita dall’équipe chirurgica, ritenendola compatibile con le condizioni operative e con l’urgenza del caso.

Uno dei nomi citati dal medico nella conversazione è stato successivamente inserito tra i periti nominati dal gip nell’ambito dell’incidente probatorio, ma in seguito escluso su richiesta del legale della famiglia Caliendo-Mercolino, l’avvocato Francesco Petruzzi, proprio in relazione alle posizioni espresse sull’operato del cardiochirurgo.

L’indagine della Procura e gli sviluppi

L’intera vicenda è ora al vaglio della Procura di Napoli, che sta analizzando la registrazione insieme agli altri elementi raccolti nel corso delle indagini. L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire con precisione ogni fase del trapianto e verificare eventuali discrepanze tra le diverse versioni fornite nel tempo dai protagonisti della vicenda.

Il caso del piccolo Domenico Caliendo resta dunque al centro di un complesso lavoro di accertamento tecnico e giudiziario, in cui ogni dichiarazione, ogni passaggio clinico e ogni scelta operativa vengono sottoposti a un’analisi approfondita per chiarire eventuali responsabilità all’interno di una procedura medica ad altissima complessità.

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