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“Ognuno di noi sogna lo stu***”. Bufera su Porta a Porta, cosa è successo

Pubblicato: 15/05/2026 17:45

È scoppiata una durissima polemica dopo le parole pronunciate dalla giornalista e autrice televisiva Concita Borrelli durante l’ultima puntata di Porta a Porta su Rai1, dedicata anche al caso del delitto di Garlasco e al profilo psicologico di Andrea Sempio. Una frase in particolare ha acceso immediatamente il dibattito politico e social: “Ognuno di noi sogna lo stu*”, ha detto Borrelli nel corso di un confronto in studio sulla sfera sessuale e sulle fantasie inconsce.
Le dichiarazioni hanno provocato reazioni indignate da parte di esponenti politici, giornalisti e telespettatori, con accuse rivolte sia all’ospite sia alla trasmissione condotta da Bruno Vespa, contestato per non essere intervenuto durante il dibattito.

La frase choc in diretta tv

Nel corso della trasmissione, Concita Borrelli stava ragionando sul rischio di interpretare in maniera impropria alcuni elementi legati alla sfera sessuale delle persone. A quel punto ha pronunciato parole che hanno immediatamente fatto discutere.

“Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile e forte, c’è lo stu***. C’è che qualcuno ti prende o tu prendi qualcuno nella testa, nei sogni e nell’immaginazione”, ha dichiarato la giornalista, aggiungendo che, secondo lei, si tratterebbe di fantasie presenti “in tutti”.

Mentre Borrelli parlava, la scrittrice e giallista Elisabetta Cametti, collegata con la trasmissione, ha mostrato chiaramente il proprio dissenso scuotendo la testa più volte davanti alle telecamere.

La polemica esplode sui social

Pochi minuti dopo la messa in onda, il passaggio televisivo è diventato virale sui social network. Numerosi utenti hanno criticato duramente le parole della giornalista, accusandola di aver banalizzato il tema della violenza sessuale.

Tra i primi a intervenire c’è stato il giornalista Giuseppe Candela, che ha scritto: “‘Ognuno di noi sogna lo stu***’, dice Concita Borrelli a Porta a Porta. Ma davvero si può andare avanti così? Io sono allibito”.

La stessa Borrelli ha poi replicato alle critiche, sostenendo che il suo riferimento riguardasse il tema delle fantasie inconsce e non un auspicio reale. “Le fantasie sessuali sono al di sopra di noi. Non facciamo gli ipocriti”, ha scritto, precisando di combattere la violenza e l’aggressività e accusando alcuni critici di strumentalizzare le sue parole.

L’attacco del Pd: “Parole gravissime”

Durissima la reazione del Partito Democratico, in particolare dei componenti dem della Commissione di Vigilanza Rai, che hanno definito le affermazioni di Borrelli “scandalose, gravissime e inaccettabili”.

Secondo gli esponenti del Pd, quelle parole finirebbero per banalizzare la violenza sessuale e risultare offensive nei confronti delle donne e delle vittime di abusi. “È ancora più grave che simili affermazioni trovino spazio nel servizio pubblico radiotelevisivo”, hanno dichiarato, sottolineando come la Rai abbia il dovere di promuovere rispetto e responsabilità su temi così delicati.

Nel mirino anche Bruno Vespa

Le critiche non si sono fermate all’ospite della trasmissione. La deputata Pd Ouidad Bakkali, anche lei componente della Vigilanza Rai, ha attaccato apertamente il conduttore Bruno Vespa per non aver preso le distanze dalle parole pronunciate in studio.

“Si tratta di una dichiarazione gravissima e profondamente offensiva”, ha affermato Bakkali. “Altrettanto inaccettabile è stato il comportamento del conduttore Bruno Vespa, che ha lasciato scorrere tali parole senza alcuna interruzione, senza un cenno di dissenso e senza la minima presa di distanza”.

La parlamentare ha parlato di “silenzio complice”, sostenendo che il servizio pubblico non possa permettere che temi come la violenza sulle donne vengano trattati senza un immediato contraddittorio o una chiara presa di posizione.

La richiesta di scuse alla Rai

Il Pd ha quindi chiesto ufficialmente ai vertici Rai di intervenire pubblicamente sulla vicenda. In particolare, è stata avanzata la richiesta di scuse nei confronti delle vittime di violenza sessuale e delle associazioni che le rappresentano.

Secondo Bakkali, la Rai dovrebbe anche aprire una verifica interna sull’accaduto per evitare che episodi simili possano ripetersi in futuro. “Il servizio pubblico radiotelevisivo non può diventare un luogo in cui la violenza sulle donne venga minimizzata o presentata come qualcosa di universale”, ha concluso la deputata dem.

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