
In mezzo al panico, alle urla e alle persone travolte sull’asfalto del centro storico, c’è stato anche chi ha deciso di correre verso il pericolo invece che scappare. Luca Signorelli, il cittadino rimasto ferito mentre tentava di fermare il 30enne che ieri ha investito una decina di passanti, ha parlato con la voce rotta dall’emozione all’uscita dall’ospedale Baggiovara dopo l’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con la premier Giorgia Meloni. “Ho fatto vedere che l’Italia non è morta”, ha detto davanti ai giornalisti, sintetizzando in poche parole il senso di quei minuti di caos che hanno sconvolto Modena. Signorelli è stato colpito alla testa dal coltello impugnato dall’aggressore mentre cercava di bloccarlo. Un gesto istintivo, quasi automatico, nato dentro una scena che lui stesso ha definito “degna di Gaza”. “Ho visto della gente voltarsi dall’altra parte perché aveva paura”, ha raccontato. “In quel momento non pensi, agisci”. Parole che hanno trasformato il suo volto ferito in uno dei simboli più forti di questa giornata.
Il racconto di Luca Signorelli ha colpito soprattutto per il tono, più ancora che per la dinamica dei fatti. Nessuna ricerca di eroismo, nessuna costruzione retorica, ma l’idea quasi disperata di dover reagire davanti a qualcosa che sembrava irreale. Nel momento in cui molte persone cercavano riparo o rimanevano paralizzate dalla paura, lui ha deciso di intervenire. Ed è proprio questa immagine che nelle ultime ore sta attraversando il dibattito pubblico: un uomo comune che nel mezzo del terrore sceglie di non restare immobile. La visita di Mattarella e Meloni all’ospedale di Baggiovara ha dato ulteriore peso simbolico a quella scena, trasformando il gesto di Signorelli in qualcosa di più di un semplice atto individuale.
La proposta della medaglia al valor civile
Nelle stesse ore il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha proposto di assegnare una medaglia al valor civile a Luca Signorelli e alle altre persone intervenute per fermare l’aggressore. “Un ringraziamento particolare va a Luca Signorelli, l’italiano che è stato un eroe”, ha dichiarato il leader di Forza Italia, citando anche i due cittadini stranieri che hanno contribuito a bloccare il 30enne.
Tajani ha inviato una lettera al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi chiedendo di valutare il riconoscimento ufficiale “a coloro che si sono resi protagonisti di questo gesto esemplare a tutela della cittadinanza”. Un passaggio che aggiunge una dimensione ancora più politica e simbolica a una vicenda che continua a scuotere il Paese. Perché oltre alla paura e alla violenza resta soprattutto quell’immagine raccontata da Signorelli: la scelta di agire mentre tutto intorno sembrava cedere al panico.


