
Il trend politico dell’ultima settimana, secondo gli ultimi sondaggi elettorali Swg per il TgLa7, mostra un quadro in movimento che premia il cosiddetto campo largo e penalizza, nel complesso, la coalizione di centrodestra. Le variazioni sono contenute ma significative, soprattutto per quanto riguarda i principali partiti.
Nel dettaglio, si registra una flessione per Fratelli d’Italia, mentre cresce in modo più marcato il Movimento 5 Stelle. In parallelo, il Pd segna un incremento, mentre la Lega continua a perdere terreno. Un quadro che, nel suo insieme, ridisegna gli equilibri tra i principali poli politici.
Secondo la rilevazione, Fratelli d’Italia resta il primo partito con il 28,5%, ma perde lo 0,3% rispetto alla settimana precedente. Il distacco dal Partito Democratico si riduce leggermente, pur mantenendo un margine ancora consistente.

Il Pd sale al 22,2%, guadagnando due decimi di punto e consolidando la sua posizione come seconda forza politica nazionale. Il divario con il partito guidato da Giorgia Meloni resta di poco superiore ai sei punti percentuali.
Il partito che cresce di più nell’ultima settimana è il Movimento 5 Stelle, che sale al 12,5% con un incremento dello 0,3%. Il risultato rafforza la posizione del movimento guidato da Giuseppe Conte, che si distanzia ulteriormente dalle forze del centrodestra minore.
Tra le forze di governo, Forza Italia registra un lieve miglioramento dello 0,1%, attestandosi al 7,6%, pur rimanendo distante dai livelli dei principali partiti della coalizione. Segno meno invece per la Lega, che scende al 6% con una perdita dello 0,2%.
Nel campo delle opposizioni, Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) scende leggermente al 6,7% (-0,1%), pur mantenendo un vantaggio sulla Lega in questa fase di rilevazioni. In crescita invece Azione, che sale al 3,5%, mentre Italia Viva cala al 2,4%.
Tra i partiti minori si segnala il progresso di Noi Moderati, in crescita dello 0,2% all’1,3%, mentre +Europa scende all’1,4%. Infine, resta stabile al 27% la quota di elettori che non esprime una preferenza, confermando un’area di incertezza ancora molto ampia nel panorama politico italiano.


