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Trump, accordo shock: stop ai controlli fiscali su famiglia e aziende. Cosa succede

Pubblicato: 20/05/2026 18:39

Nuova polemica negli Stati Uniti attorno a Donald Trump e ai suoi rapporti con il fisco americano. Secondo indiscrezioni emerse nelle ultime ore, il dipartimento di Giustizia avrebbe ampliato in modo riservato un accordo tra il presidente Usa e l’Internal Revenue Service (Irs), l’Agenzia delle entrate americana, inserendo una clausola che impedirebbe future pretese fiscali nei confronti del tycoon, della sua famiglia e delle sue attività economiche.
La notizia sta provocando forti reazioni politiche anche all’interno dello stesso Partito Repubblicano, dove diversi esponenti guardano con crescente preoccupazione alle concessioni ottenute dall’ex presidente.

La clausola che fa discutere

Secondo quanto riportato, la nuova intesa prevederebbe che l’Irs sia “permanentemente precluso” dal presentare richieste fiscali o avanzare pretese di risarcimento legate a questioni che riguardino Trump e che siano precedenti all’accordo.

In pratica, l’Agenzia delle entrate americana non potrebbe più riaprire vecchie contestazioni fiscali relative al presidente, ai suoi familiari o alle sue società.
L’intesa sarebbe stata raggiunta nell’ambito del ritiro della maxi causa da 10 miliardi di dollari che Trump aveva avviato contro l’Irs.

Il fondo da 1,78 miliardi

L’accordo comprende anche la creazione di un fondo da 1,78 miliardi di dollari destinato a risarcire alleati di Trump che, secondo la nuova amministrazione, sarebbero stati “strumentalizzati” dal dipartimento di Giustizia durante la presidenza Biden.

La misura sta facendo discutere soprattutto perché tra i possibili beneficiari potrebbero esserci anche persone coinvolte nelle indagini sull’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021.
Diversi repubblicani avrebbero espresso forte scetticismo sull’utilizzo di fondi pubblici per risarcire figure politicamente vicine a Trump.

Le polemiche negli Stati Uniti

Il rapporto tra Donald Trump e il fisco americano è stato segnato per anni da controversie, inchieste e accuse legate alle sue dichiarazioni fiscali e alle attività del suo gruppo imprenditoriale.

La nuova intesa rischia ora di alimentare ulteriormente le accuse dell’opposizione democratica, secondo cui l’ex presidente starebbe utilizzando il ritorno alla Casa Bianca per ottenere protezioni istituzionali e vantaggi personali. Al momento né il dipartimento di Giustizia né l’Irs hanno rilasciato commenti ufficiali dettagliati sulla portata dell’accordo.

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