
L’inchiesta sul delitto di Garlasco continua a riaccendersi con nuovi elementi investigativi che, secondo la Procura di Pavia, starebbero mettendo in discussione uno dei punti chiave della difesa. Al centro dell’attenzione c’è un alibi considerato finora centrale nella posizione dell’indagato, ma che ora viene sottoposto a nuove verifiche e letture.
La ricostruzione degli inquirenti si inserisce nel quadro della nuova indagine che coinvolge Andrea Sempio, già al centro di approfondimenti investigativi nell’ambito della riapertura del caso. Le ultime acquisizioni, tra intercettazioni e consulenze tecniche, avrebbero rafforzato alcuni dubbi sulla solidità della versione difensiva.
Il caso ruota attorno all’Omicidio di Chiara Poggi, uno dei procedimenti più discussi della cronaca giudiziaria italiana, per cui è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi, oggi al centro di una richiesta di revisione del processo. L’attenzione degli investigatori si concentra ora anche su elementi alternativi emersi nella nuova fase dell’inchiesta.

Secondo quanto riportato dalla Procura, lo scontrino del parcheggio di Vigevano presentato come prova dell’alibi non sarebbe stato materialmente stampato dall’indagato. Questo elemento, considerato inizialmente a sostegno della sua posizione, è ora oggetto di contestazione e approfondimenti tecnici da parte degli investigatori.
Un ruolo rilevante nell’indagine lo avrebbe l’intercettazione ambientale tra i genitori di Sempio, Giuseppe Ferrari e Daniela Ferrari, registrata il 22 ottobre 2025 e diffusa durante la trasmissione Mattino 5. Nell’audio, la madre dell’indagato appare in lacrime mentre attribuisce a sé la responsabilità della conservazione dello scontrino.
Daniela Ferrari in lacrime: “E’ colpa mia, gli ho detto io di tenere lo scontrino, gli ho rovinato la vita all’Andrea”. Il marito Giuseppe risponde: “Ancora, adesso, tutte le colpe… allora tutte le colpe sono tue… vado a prendere le catene? Vado a prendere le catene? Ma cosa stai dicendo? Chiunque l’avrebbe tenuto, se tieni tutti gli scontrini del mondo…”.
La donna insiste: “Ho rovinato io la vita”. Giuseppe replica: “Ma non dire s******** […] rovinato la vita per quello scontrino lì? […] l’Andrea era a casa e basta… […] È gli altri che lo devono dimostrare, no noi!”.La difesa contesta l’interpretazione dell’accusa e sottolinea che “non esiste una frase — che pur troviamo negli atti d’indagine — secondo la quale Giuseppe afferma che lo scontrino lo ha fatto la moglie”.

La difesa di Sempio contesta però l’interpretazione dell’accusa, sottolineando che non vi sarebbe alcuna frase che attribuisca alla madre la creazione dello scontrino stesso. Gli avvocati evidenziano come le intercettazioni siano state lette in modo distorto rispetto al loro reale contenuto, ribadendo la piena estraneità del loro assistito.
Nel frattempo, il collegio difensivo guidato dagli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti si prepara a depositare nuove consulenze entro il 27 maggio. Le relazioni includono analisi personologiche, medico-legali sulle cause del decesso e studi antropometrici sulle impronte, elementi che mirano a rafforzare la strategia difensiva.
Resta aperta anche la decisione sull’eventuale interrogatorio dell’indagato, che al momento non ha ancora sciolto le riserve. La nuova fase dell’indagine potrebbe risultare decisiva per gli sviluppi futuri del caso Garlasco, mentre continua il confronto serrato tra accusa e difesa su uno dei casi giudiziari più controversi d’Italia.


