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Ucraina, Zelensky rivela il piano segreto: “Colpiremo ancora lì”. Cosa succede

Pubblicato: 22/05/2026 07:50

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato apertamente la nuova strategia di Kiev contro le infrastrutture energetiche russe, spiegando che il piano militare avviato per il mese di maggio starebbe “procedendo in gran parte secondo i piani”. Nel mirino degli attacchi ucraini ci sono soprattutto raffinerie di petrolio, depositi di carburante e strutture considerate fondamentali per le entrate economiche della Russia. Le dichiarazioni arrivano dopo il nuovo raid con droni contro la raffineria di Syzran, nella regione russa di Samara, colpita a oltre 800 chilometri dal confine ucraino.
Secondo quanto riferito da Zelensky, i droni di Kiev hanno centrato con successo la raffineria provocando un vasto incendio all’interno dell’impianto. Il presidente ucraino ha pubblicato anche un video che mostrerebbe le conseguenze dell’attacco. L’agenzia indipendente russa Astra ha confermato che la struttura colpita appartiene alla compagnia energetica russa Rosneft, uno dei principali colossi petroliferi del Paese. Mosca ha invece confermato l’attacco con droni nella zona senza fornire dettagli ufficiali sui danni subiti dalla raffineria.

“Gli obiettivi sono le entrate petrolifere russe”

Nel suo intervento, Zelensky ha spiegato chiaramente che il piano ucraino punta a colpire direttamente il settore energetico russo. “Gli obiettivi principali sono le raffinerie di petrolio russe, i depositi e altre infrastrutture legate a queste entrate petrolifere”, ha dichiarato il leader ucraino. Secondo Kiev, colpire il sistema energetico russo significa aumentare il peso economico della guerra su Mosca e aggravare gli effetti delle sanzioni internazionali già imposte dall’Occidente.

Il governatore della regione russa di Samara, Vyacheslav Fedorishchev, ha dichiarato che due persone sarebbero morte nell’attacco ucraino a Syzran. Negli ultimi mesi i raid con droni lanciati da Kiev hanno colpito sempre più spesso obiettivi molto lontani dalla linea del fronte, raggiungendo in alcuni casi anche aree a oltre 1.500 chilometri dal confine. La strategia ucraina starebbe creando anche un crescente senso di insicurezza all’interno della Russia, aumentando la pressione sul Cremlino e sul presidente Vladimir Putin.

Escalation sempre più pesante

L’intensificazione degli attacchi contro infrastrutture petrolifere e strategiche russe segna una nuova fase del conflitto. Kiev punta sempre più a danneggiare la capacità economica ed energetica della Russia, mentre Mosca continua ad accusare l’Ucraina di colpire strutture civili e infrastrutture sensibili interne. Il rischio, secondo diversi osservatori internazionali, è che questa escalation possa provocare una risposta ancora più dura da parte del Cremlino nei prossimi mesi.

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