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Nuova scossa terremoto, magnitudo di 4,6

Pubblicato: 23/05/2026 17:19

Una scossa di terremoto ha interessato la zona orientale dell’isola di Creta nelle prime ore del pomeriggio di sabato 23 maggio 2026, con un evento registrato alle 16:34 locali, corrispondenti alle 15:34 in Italia. I sismografi hanno rilevato una magnitudo 4.6, con epicentro localizzato in mare al largo della costa orientale dell’isola. La profondità stimata è di circa 17 chilometri, un valore che indica un evento intermedio nella crosta terrestre. Al momento non risultano danni a persone o infrastrutture, ma la scossa è stata chiaramente avvertita nell’area interessata. Il fenomeno si inserisce in un contesto geologico noto per l’elevata attività sismica.

La zona colpita si trova in un settore particolarmente sensibile del Mediterraneo orientale, dove la dinamica delle placche tettoniche genera frequenti movimenti del sottosuolo. La Grecia è infatti collocata lungo una delle aree più instabili del continente europeo dal punto di vista geologico. In particolare, il mare a est di Creta rappresenta un punto di contatto tra differenti strutture crostali in costante pressione reciproca. Questo tipo di configurazione rende relativamente frequenti eventi sismici di entità moderata, come quello registrato oggi.

Area sismica dell’arco ellenico

Dal punto di vista geologico, la scossa si inserisce all’interno dell’arco ellenico, una vasta struttura che caratterizza il settore sud-orientale del Mediterraneo. In questa regione la placca africana si muove lentamente verso nord, entrando in subduzione sotto la microplacca egea. Questo processo avviene nel tempo di milioni di anni, ma libera energia in modo episodico attraverso terremoti di varia intensità. L’interazione tra le placche crea una fascia di deformazione continua che si estende dal Peloponneso fino alle isole del Dodecaneso.

L’area che comprende la Creta è tra le più monitorate dai sismologi proprio per la frequenza dei movimenti tellurici. Qui si verificano sia scosse superficiali sia eventi più profondi, talvolta percepiti a grande distanza. Il fondale marino a sud e a est dell’isola è particolarmente attivo e rappresenta uno dei punti di maggiore accumulo di stress tettonico dell’intero bacino mediterraneo. Non a caso, la zona è considerata una delle più rilevanti per lo studio della sismicità europea.

Dinamica tettonica e attività recente

La struttura geologica dell’area è dominata dalla continua convergenza tra la placca africana e quella euroasiatica. Il movimento è lento ma costante e determina una compressione progressiva della crosta terrestre. Quando la tensione accumulata supera la resistenza delle rocce, l’energia viene rilasciata sotto forma di terremoto. Questo meccanismo spiega la frequenza degli eventi sismici nella regione e la loro distribuzione lungo l’arco ellenico.

Negli ultimi anni la zona di Creta ha registrato numerose scosse di intensità moderata o significativa, segno di un’attività tettonica persistente. Sequenze sismiche recenti hanno mostrato come l’area rimanga in una fase di continua instabilità, con episodi ravvicinati nel tempo. Gli studiosi osservano con attenzione questi fenomeni perché possono indicare variazioni nello stress accumulato lungo le faglie sottomarine.

Collegamento con il sud Italia

La sismicità dell’area non riguarda esclusivamente la Grecia, ma coinvolge anche il resto del bacino ionico. Le onde sismiche generate nel settore orientale del Mediterraneo possono propagarsi a grande distanza, raggiungendo spesso le coste dell’Italia meridionale. Regioni come Calabria e Sicilia sono infatti parte dello stesso sistema geodinamico che comprende l’arco ellenico e quello calabro-peloritano.

Il Mar Ionio rappresenta il corridoio naturale attraverso cui le vibrazioni del sottosuolo si trasmettono tra le due aree. Questo collegamento geologico evidenzia come il Mediterraneo orientale e quello centrale siano strettamente connessi dal punto di vista strutturale. La comprensione di queste dinamiche resta centrale per la valutazione del rischio sismico in tutta la regione, dove il movimento delle placche continua a modellare in modo costante il territorio.

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