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Ucraina: raid di Kiev in profondità, colpiti terminal petroliferi e impianti industriali russi. Come cambia la guerra

Pubblicato: 23/05/2026 14:32

L’Ucraina continua a spingere la guerra sempre più in profondità nel territorio russo. Nelle ultime ore droni di Kiev hanno colpito infrastrutture energetiche e industriali considerate strategiche per Mosca, provocando incendi in un importante deposito petrolifero e in un terminal sul Mar Nero, oltre a danni a un impianto chimico nella regione di Perm, a circa 1.700 chilometri dal confine ucraino.

Secondo quanto riferito da fonti russe e rilanciato dai media ucraini, gli attacchi hanno preso di mira il terminal petrolifero di Sheskharis a Novorossijsk, uno snodo fondamentale per l’export energetico russo. Il sindaco della città, Andrey Kravchenko, ha confermato almeno uno degli incendi sviluppatisi dopo il raid.

Colpito un terminal cruciale per l’export russo

Il terminal di Sheskharis rappresenta uno dei principali punti di transito del petrolio russo verso il Mar Nero. La struttura fa parte delle infrastrutture di Transneft e gestisce ricezione, stoccaggio e trasferimento di greggio e prodotti petroliferi verso le petroliere dirette ai mercati internazionali.

Secondo le ricostruzioni diffuse dai canali ucraini, attraverso questo hub transiterebbe circa un quinto delle esportazioni petrolifere russe via mare. Le immagini diffuse sui social mostrerebbero colonne di fumo e incendi sviluppatisi nell’area dopo l’attacco dei droni.

L’operazione si inserisce nella strategia ucraina di colpire direttamente le entrate energetiche russe, considerate cruciali per sostenere l’apparato economico e militare di Mosca.

Raid anche a 1.700 chilometri dal confine

Oltre agli impianti petroliferi, i droni ucraini avrebbero colpito anche il sito industriale Akm di Gubakha, nella regione russa di Perm, a circa 1.700 chilometri dal territorio ucraino.

L’impianto produce ammoniaca, urea e melammine ed è considerato importante per l’industria chimica russa. Secondo Kiev, la struttura avrebbe collegamenti strategici con il comparto militare-industriale del Cremlino.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è congratulato pubblicamente con i servizi di sicurezza di Kiev per l’operazione, definendo l’impianto “una delle imprese dell’apparato militare-industriale più importanti” della Russia.

Zelensky: “Produzione fermata”

Nel messaggio diffuso dopo il raid, Zelensky ha spiegato che i prodotti realizzati dal sito industriale colpito rifornirebbero numerose fabbriche legate alla produzione bellica russa, comprese aziende coinvolte nella costruzione di droni, aerei, motori per missili ed esplosivi.

“La Metrafax è una componente importante dell’industria chimica russa”, ha scritto il presidente ucraino, aggiungendo che “il processo produttivo del sito è stato fermato”.

L’attacco rappresenta uno dei raid più profondi mai rivendicati da Kiev dall’inizio della guerra e conferma l’aumento delle capacità operative ucraine contro obiettivi sensibili all’interno della Federazione Russa.

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