
“Questi sono corrotti, mi aspetto il peggio possibile”. Andrea Sempio, tornato al centro dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, parla così in una conversazione intercettata dagli investigatori e depositata negli atti dopo la chiusura delle indagini. Parole durissime contro i magistrati e gli investigatori che stanno seguendo il nuovo filone sul delitto di Garlasco, riaperto attorno all’analisi del dna trovato sotto le unghie della vittima. Il 38enne, oggi nuovamente indagato, si sfoga con un’amica mentre discute della strategia difensiva insieme ai suoi avvocati Massimo Lovati e Angela Taccia. Frasi che mostrano un clima di tensione crescente attorno a una delle vicende giudiziarie più discusse d’Italia, mentre restano pochi giorni per decidere se presentarsi o meno davanti ai pm di Pavia per un interrogatorio che potrebbe segnare una svolta nell’inchiesta.
Secondo quanto emerge dai brogliacci, la conversazione risale al marzo dello scorso anno. Sempio parla apertamente di una vicenda che, a suo dire, sarebbe “pilotata”. “Gli elementi non vengono detti”, sostiene l’indagato, aggiungendo che dall’altra parte ci sarebbe “gente brutta e conosciuta per essere stra-corrotta”. Nel dialogo vengono citati anche alcuni nomi legati all’inchiesta, mentre l’uomo manifesta forti sospetti sul modo in cui si starebbe sviluppando il procedimento. Un clima di sfiducia totale nei confronti degli inquirenti che emerge soprattutto nel passaggio relativo all’incidente probatorio sul dna, considerato dagli investigatori uno degli elementi chiave della nuova fase investigativa.
Le accuse e i sospetti sull’inchiesta
Nelle intercettazioni Sempio si mostra convinto che dietro alcune decisioni processuali ci sia qualcosa di “strano”. “Questo qui non è un problema tecnico-giuridico”, riferisce parlando delle considerazioni dei suoi legali, “è la gente con cui abbiamo a che fare”. L’indagato sostiene di aspettarsi “di tutto” dagli sviluppi dell’inchiesta e arriva a ipotizzare che alcune decisioni possano essere già state prese in anticipo. “Se fanno subito l’incidente probatorio vuol dire che sono tutti pagati”, dice ancora nel colloquio depositato agli atti.
Parole che pesano anche perché si intrecciano con il fascicolo ancora aperto per presunta corruzione in atti giudiziari legato alla prima indagine del 2017. In quel procedimento risultano coinvolti l’ex aggiunto Mario Venditti e Giuseppe Sempio, padre di Andrea. Un’ombra che continua a proiettarsi sull’intera vicenda giudiziaria e che contribuisce ad alimentare il clima di sospetto e tensione attorno al caso.
Il nuovo capitolo del caso Chiara Poggi
L’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi continua così ad arricchirsi di nuovi elementi e nuove polemiche. Andrea Sempio, che in passato aveva già scelto di non rispondere davanti ai magistrati, dovrà ora decidere se presentarsi nuovamente ai pm oppure mantenere la linea del silenzio. Intanto le intercettazioni depositate mostrano un uomo convinto di trovarsi davanti a un’indagine già indirizzata e profondamente diffidente nei confronti della magistratura.
Il caso di Garlasco, a quasi vent’anni dal delitto, continua quindi a dividere opinione pubblica e addetti ai lavori. Da una parte le nuove analisi scientifiche e il tentativo degli investigatori di riaprire il quadro accusatorio, dall’altra la difesa di Sempio che denuncia anomalie, pressioni e un clima che considera ostile. Sullo sfondo resta una vicenda che, nonostante le sentenze definitive già emesse, continua periodicamente a riaccendersi con nuovi interrogativi, nuove ipotesi e nuove tensioni giudiziarie.


