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Cinema: addio a Peter Helm, volto di “Il giorno più lungo” e “Andromeda”

Pubblicato: 24/05/2026 11:08

Il cinema e la televisione americana degli anni Sessanta e Settanta perdono uno dei loro volti più riconoscibili. È morto all’età di 84 anni l’attore canadese Peter Helm, interprete di film celebri come “Il giorno più lungo” e “Andromeda” e presenza costante in alcune delle serie tv più amate della televisione statunitense. Helm si è spento nel sonno nella sua abitazione di West Hills, a Los Angeles. La notizia della scomparsa è stata confermata dall’amico David Timmerman al magazine americano The Hollywood Reporter.

Con il suo volto elegante e il profilo da perfetto attore hollywoodiano dell’epoca, Peter Helm aveva attraversato alcuni dei momenti più iconici della televisione e del cinema americano, lavorando accanto a grandi star e prendendo parte a produzioni rimaste nella memoria di intere generazioni.

Dagli esordi in tv ai grandi set hollywoodiani

Nato a Toronto il 22 dicembre 1941 con il nome di Peter John Helm Jr., era fratello dell’attrice Anne Helm e iniziò molto presto la propria carriera artistica. Alla fine degli anni Cinquanta debuttò sul piccolo schermo e nel giro di poco tempo diventò un volto familiare per il pubblico americano grazie alle apparizioni in numerose serie di successo.

Tra i titoli più celebri della sua carriera televisiva figurano “Carovane verso il West”, “Bonanza”, “Il fuggiasco”, “Perry Mason”, “Combat!”, “Gli uomini della prateria” e “Il dottor Kildare”. In anni in cui la televisione americana stava vivendo una fase di enorme espansione, Helm riuscì a ritagliarsi uno spazio importante grazie a uno stile recitativo sobrio ma efficace e a una presenza scenica molto apprezzata dai produttori dell’epoca.

Il successo con “Il giorno più lungo”

La consacrazione cinematografica arrivò nel 1962 con “Il giorno più lungo”, il kolossal bellico dedicato allo sbarco in Normandia che riunì un cast internazionale straordinario. Nel film Peter Helm interpretava un giovane soldato americano, entrando così in una delle produzioni più importanti del cinema di guerra degli anni Sessanta.

Tre anni più tardi recitò accanto a Natalie Wood nel dramma hollywoodiano “Lo strano mondo di Daisy Clover”, interpretando il personaggio di Milton Hopwood.

Nel 1971 arrivò invece uno dei ruoli più ricordati dagli appassionati di fantascienza: la partecipazione ad “Andromeda” di Robert Wise, tratto dal romanzo di Michael Crichton. Helm interpretava uno dei militari coinvolti nei drammatici eventi che danno avvio alla storia del film.

Il teatro e l’amicizia con le star di Hollywood

Oltre al cinema e alla televisione, Peter Helm ebbe anche una significativa esperienza teatrale. Nel 1960 recitò a Broadway nello spettacolo “There Was a Little Girl”, diretto da Josh Logan, insieme a Jane Fonda, Dean Jones e Joey Heatherton.

Proprio Joey Heatherton, ricordando l’attore dopo la notizia della morte, lo ha definito “un grande attore e una grande persona”. Anche il comico George Carlin, che lavorò con Helm agli inizi della carriera, lo ricordò come “uno degli uomini più divertenti” mai conosciuti.

Negli ambienti hollywoodiani Peter Helm era apprezzato non soltanto per il talento, ma anche per il carattere riservato e per la capacità di costruire rapporti duraturi lontano dai riflettori.

Il ritiro dalle scene e la nuova vita dietro la macchina da presa

Nei primi anni Settanta Helm decise progressivamente di allontanarsi dalla recitazione. Dopo aver lasciato il mondo della televisione e del cinema come attore, intraprese una nuova carriera dietro la macchina da presa.

Nel 1991 fondò a Vancouver la società GeoMediapro, dedicandosi al lavoro di regista e produttore. Collaborò inoltre con la Vancouver Film School come insegnante, trasmettendo esperienza e competenze alle nuove generazioni di professionisti del cinema.

Per oltre vent’anni fece anche parte del sindacato Teamsters, mantenendo un forte legame con l’industria cinematografica americana e canadese.

La passione per l’aviazione e le Ferrari

Fuori dal set, Peter Helm coltivava passioni molto lontane dal mondo dello spettacolo. Era un grande appassionato di aviazione e fotografia aeronautica e dedicava molto tempo alle auto sportive.

Tra i fondatori di un club Ferrari a Los Angeles, Helm era conosciuto negli ambienti motoristici per il suo entusiasmo e la sua competenza tecnica.

La famiglia e gli ultimi anni

Dal primo matrimonio con l’attrice Brooke Bundy, nota soprattutto per la saga horror “Nightmare”, nacquero tre figli, tra cui l’attrice Tiffany Helm. Successivamente sposò Cynthia Lee Lonnegren, che gli è rimasta accanto fino alla morte.

Negli ultimi anni aveva vissuto lontano dalla ribalta pubblica, mantenendo però rapporti con numerosi amici del mondo del cinema e della televisione.

Peter Helm lascia due figlie, sette nipoti e la sorella Anne Helm. Il figlio Dustin era morto nel 2014 a causa delle complicazioni seguite a un incidente motociclistico.

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