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Derby Torino-Juventus ostaggio degli ultrà: il ricatto che ferma il calcio per un’ora

Pubblicato: 25/05/2026 07:43

Il derby Torino-Juventus si è trasformato in una notte di tensione, paura e trattative, con il calcio costretto ancora una volta a misurarsi con il potere delle curve. La partita è iniziata con oltre un’ora di ritardo dopo gli scontri tra ultrà avvenuti nel pomeriggio nei pressi dello stadio, durante i quali un tifoso juventino di 36 anni è rimasto gravemente ferito alla testa. L’uomo è stato ricoverato al Cto e sottoposto a intervento per un trauma cranico, senza essere mai in pericolo di vita. La notizia, però, ha acceso la curva bianconera, dove si è diffusa la versione secondo cui il tifoso sarebbe stato colpito da un lacrimogeno della polizia.

La Questura ha smentito questa ricostruzione, indicando invece una bottigliata come causa del ferimento, probabilmente arrivata per errore da un altro tifoso juventino. Ma ormai la tensione era esplosa. Gli ultrà della Juve hanno richiamato la squadra sotto il settore ospiti e comunicato al capitano Locatelli che, se il match fosse cominciato regolarmente, avrebbero invaso il campo per farlo sospendere.

Il ricatto alla partita

Da quel momento è iniziata una lunga trattativa tra club, forze dell’ordine, prefettura, Questura, Lega calcio e organismi di sicurezza. La domanda era una sola: giocare o cedere al ricatto degli ultrà? Alla fine si è scelto di rinviare il fischio d’inizio dalle 20.45 alle 21.45, nel tentativo di far decantare la situazione ed evitare nuovi incidenti.

Il precedente evocato è stato quello di altre notti nere del calcio italiano, dal derby romano del 2004 alla finale di Coppa Italia del 2014, quando il potere simbolico delle curve sembrò entrare direttamente nella gestione dell’ordine pubblico. Anche questa volta il rischio era lo stesso: trasformare una partita in un braccio di ferro con chi minacciava di far saltare tutto.

Lo stadio si svuota

La tensione è calata solo quando gran parte dei circa 2.500 tifosi juventini ha lasciato lo stadio. Anche alcuni gruppi granata hanno abbandonato la curva, lasciando vuoti evidenti sugli spalti. Un deflusso che ha contribuito a evitare nuovi scontri fuori dall’impianto.

Il derby di Torino alla fine si è giocato, ma è rimasto sullo sfondo di una serata segnata più dalla paura che dal calcio. Una partita finita quasi a mezzanotte, svuotata di senso sportivo e dominata dall’immagine più inquietante: quella di uno stadio costretto ad aspettare il permesso degli ultrà.

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Ultimo Aggiornamento: 25/05/2026 07:44

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