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“L’abbiamo trovata così”. Elena scomparsa nel nulla, il terribile annuncio dei ricercatori: spaventoso

Pubblicato: 25/05/2026 13:06

Tragedia in montagna in Alto Adige, dove una giovane escursionista di 23 anni ha perso la vita dopo una drammatica caduta lungo un tratto innevato nei pressi del Passo Gardena. La vittima si chiamava Elena Berselli ed era residente a Zola Predosa, in provincia di Bologna. La notizia della morte della giovane ha profondamente colpito la comunità locale e gli appassionati di escursionismo.

Secondo le prime ricostruzioni, la ragazza stava effettuando un’escursione insieme a un’amica nella zona della Val Mezdì, nel gruppo del Sella, a circa 1.800 metri di quota. Durante il percorso avrebbe perso l’equilibrio scivolando per oltre 200 metri su un tratto ancora coperto di neve. Le gravissime ferite riportate nella caduta si sono rivelate purtroppo fatali.

Con la giovane c’era una compagna di escursione di 26 anni, soccorsa e trasportata a valle in forte stato di shock. L’incidente risale al tardo pomeriggio di domenica 24 maggio, ma la notizia è emersa soltanto nelle ultime ore dopo il completamento delle operazioni di recupero da parte dei soccorritori.

L’allarme è stato lanciato solo in serata, intorno alle 19.30, quando amici e familiari non riuscivano più a mettersi in contatto con le due escursioniste. Nella zona dell’incidente, infatti, la copertura telefonica era assente e questo avrebbe ritardato l’attivazione dei soccorsi.

Le indicazioni fornite ai soccorritori erano inizialmente molto approssimative. Durante il sorvolo della zona, l’elicottero “Pelikan 3” ha individuato alcuni segnali luminosi provenienti da una ripida parete rocciosa nella Val dei Bosli, permettendo così di localizzare le due ragazze in una zona particolarmente difficile da raggiungere. Determinante l’intervento dell’elicottero del soccorso alpino.

Secondo quanto riportato dai quotidiani locali, le escursioniste si sarebbero allontanate dal percorso previsto durante la discesa dalla via ferrata, finendo in un’area particolarmente pericolosa e ancora innevata nonostante la stagione primaverile. Le verifiche degli investigatori puntano ora a chiarire con precisione la dinamica della tragedia.

Quando i soccorritori sono riusciti a raggiungere il punto dell’incidente, supportati anche da un secondo elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites, per la 23enne non c’era ormai più nulla da fare. Le operazioni di recupero della salma si sono rivelate estremamente complesse a causa della conformazione impervia della montagna.

Il corpo della giovane è stato successivamente trasferito a Corvara in Badia, mentre la ragazza sopravvissuta è stata affidata alle cure dei sanitari dopo il forte shock subito. La vicenda ha riacceso l’attenzione sui rischi legati alle escursioni in quota, soprattutto in presenza di neve e condizioni meteo instabili durante la stagione primaverile.

Sempre nella giornata di domenica, un’altra tragedia si è verificata a Barbiano, dove un uomo di 59 anni è morto dopo essere caduto nella celebre cascata “Barbianer Wasserfall”. Anche in questo caso sono intervenuti vigili del fuoco, sommozzatori e l’elicottero “Pelikan 2”. Il nuovo episodio mortale conferma quanto possano essere pericolose le attività in aree naturali e di montagna.

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