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“Ecco perché è crollato”. Sinner, i medici spiegano cosa gli è successo davvero

Pubblicato: 28/05/2026 16:55

Il clamoroso crollo di Jannik Sinner al Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo continua a far discutere il mondo del tennis e ora arrivano anche le spiegazioni degli esperti. Dopo il malore accusato dall’azzurro sotto il caldo soffocante di Parigi, la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) lancia un nuovo allarme sui rischi legati alle temperature estreme durante l’attività sportiva ad altissima intensità.
Secondo i medici, quanto accaduto al numero uno del mondo rappresenta l’esempio perfetto di come il caldo possa diventare un fattore devastante per il fisico degli atleti, soprattutto in discipline come il tennis dove gli sforzi possono protrarsi per ore.

“Il tennis è uno sport ad alto rischio con temperature elevate”

La Sima sottolinea di aver già lanciato un allarme nei giorni precedenti al match di Parigi, evidenziando i pericoli per giocatori, raccattapalle e spettatori a causa del caldo eccezionale registrato durante il Roland Garros. “Quanto accaduto nel match tra Sinner e Cerundolo conferma purtroppo i rischi dell’attività sportiva con temperature elevate”, spiega il presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale, Alessandro Miani.

Secondo gli specialisti, il tennis diventa particolarmente pericoloso quando viene giocato in condizioni climatiche estreme perché si combinano diversi fattori molto pesanti per l’organismo: esposizione continua al sole, sforzi intermittenti ad altissima intensità, superfici che accumulano calore, umidità elevata, scarsa ventilazione e tempi di recupero spesso insufficienti.

Dai crampi alla sincope: tutti i rischi del caldo estremo

Gli esperti spiegano che i sintomi accusati da Sinner potrebbero rientrare in un quadro molto più ampio legato allo stress termico. Tra i principali rischi indicati dalla Sima ci sono disidratazione, squilibri elettrolitici, crampi da calore, esaurimento fisico, sincopi e persino colpi di calore. Ma non solo.

Secondo i medici, il caldo può provocare anche riduzione delle capacità cognitive e motorie, perdita di lucidità, danni muscolari importanti come la rabdomiolisi e, nei casi più gravi, perfino danni renali acuti. Ed è proprio la perdita di lucidità mostrata da Sinner dopo il malore ad aver colpito maggiormente gli osservatori: l’azzurro è passato nel giro di pochi minuti dal dominare il match a non riuscire più quasi a muoversi lateralmente.

Il problema non è solo la temperatura

La Sima insiste su un punto preciso: non basta guardare i gradi segnati dalle stazioni meteo. Secondo gli specialisti, ciò che conta davvero è il “calore percepito” sul campo, che dipende da molti fattori contemporaneamente: umidità, radiazione solare, vento, presenza di ombra e persino il materiale della superficie di gioco.

Nel caso del Roland Garros, la terra rossa e il sole diretto avrebbero contribuito ad aumentare ulteriormente la temperatura percepita dagli atleti in campo. “Non si può lasciare la protezione della salute alla sola percezione individuale del giocatore”, avverte Miani.

“Servono protocolli e misure immediate”

Per gli esperti servono ormai protocolli molto più rigidi per gestire i tornei disputati in condizioni climatiche estreme. La Sima chiede indicatori ambientali più precisi, formazione specifica del personale medico e soprattutto misure di raffreddamento già pronte prima ancora che compaiano i sintomi.

Il tema riguarda sempre di più il tennis moderno, dove i calendari sono sempre più intensi e le temperature medie continuano ad aumentare anno dopo anno. “Nel tennis la domanda non è più se il caldo possa interferire con la gara, ma quando il campo diventa un ambiente non sicuro per chi gioca, lavora o assiste”, conclude Miani.

Il crollo di Sinner apre un caso

La sconfitta contro Cerundolo rischia quindi di trasformarsi in qualcosa di più di una semplice eliminazione sportiva. Il crollo fisico del numero uno del mondo apre inevitabilmente interrogativi sulla preparazione atletica, sulla gestione dell’idratazione e sulle strategie alimentari adottate nei tornei giocati con temperature elevate.

Perché quanto accaduto a Parigi dimostra che anche il miglior tennista del mondo può ritrovarsi improvvisamente senza energie sotto il peso del caldo estremo.

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