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E se Vannacci… Le mosse del generale: l’Italia è davvero pronta?

Pubblicato: 29/05/2026 18:29

E se Vannacci, il De Gaulle con la faccia all’Alberto Sordi, ma senza il suo humour, facesse la marcia su Roma alle prossime amministrative? Un Vannacci puro e crudo, supportato da un Richelieu come Alemanno ormai libero, con torme di tifosi ed aficionados dei fasci e fasti littori, promettesse morte ad Uber conquistando i tassisti, i tifosi di destra della Lazio, quelli omofobi romanisti, al grido di faccetta nera conquisterebbe i razzisti de’ Roma?


In fondo a Fini, che era un occhialuto moderato andò bene, oggi in questi tempi trash un Generale della Folgore, magari con qualche bel tatuaggio coatto alla Verdone, non farebbe furore? Ed il centrodestra che farebbe? Gli andrebbe contro o si assoggetterebbe ai suoi stendardi? Avverrebbe la profezia di San Giovanni Bosco, con i cavalli dei cosacchi che si abbeverano alle fontane di San Pietro?
Ma l’Italia si desterebbe, si opporrebbe come la figlia di Silvio, libraia e ormai musa liberal, o si nazional socialisterebbe con Lui?


Lo scenario è tutt’altro che peregrino, Vannacci è appunto un Generale non è un maestro, e per quanto assomigli a Sordi non può accontentarsi di Vigevano, ha bisogno di un Donbass dove lanciare il cuore oltre l’ostacolo, una piazza che faccia scintille e bombarde. Roma Caput Mundi. Serve a Vannacci ed ai suoi sostenitori, in patria e fuori da essa. In fondo, dopo Costantinopoli, San Pietroburgo fu la terza Roma. Il nemico è alle porte, sarebbe il suo motto di battaglia, e come folgore dal cielo, come nembo di tempesta, calerebbe sulla capitale facendo deflagrare tutto.

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