
Una deflagrazione devastante ha colpito oggi intorno a mezzogiorno il villaggio di Kaungtup, nel comune di Namhkam, nel nordest del Myanmar. Secondo soccorritori e media indipendenti, il bilancio provvisorio è di almeno 55 morti e 74 feriti. L’edificio coinvolto nell’esplosione era adibito, secondo le prime ricostruzioni, allo stoccaggio di esplosivi per l’estrazione mineraria. Le operazioni di soccorso erano ancora in corso nella serata di domenica, lasciando aperta la possibilità di ulteriori aggiornamenti sul numero delle vittime.
Tra i morti figurano almeno sei bambini. Un soccorritore giunto sul posto ha riferito all’agenzia Associated Press, chiedendo l’anonimato per ragioni di sicurezza, che fino alla serata erano stati recuperati 46 corpi, già avviati alla cremazione. Un secondo operatore, anch’egli rimasto anonimo, ha parlato di circa 40 persone decedute e ha segnalato che più di 100 abitazioni nelle vicinanze del luogo dell’esplosione hanno subito danni. I 74 feriti accertati sono stati trasferiti nell’ospedale della cittadina di Namhkam.
Un’area al confine con la Cina, sotto il controllo dell’Esercito Ta’ang
Il villaggio di Kaungtup si trova a circa 3 chilometri a sud del confine cinese, in una zona controllata dall’Esercito di liberazione nazionale Ta’ang, gruppo armato che intrattiene sporadici scontri con il governo centrale del Myanmar. La presenza di questo attore militare nel territorio rende complesse le operazioni di soccorso e la circolazione delle informazioni, tanto che le fonti locali hanno preferito non esporsi pubblicamente.
Diversi media birmani, tra cui l’agenzia di stampa online Shwe Phee Myay dello Stato Shan, hanno diffuso immagini e video che documentano la colonna di fumo levatasi dopo l’esplosione, gli edifici sventrati e le macerie sparse nell’area circostante. Il bilancio di 55 vittime è confermato anche dalla BBC, che ha aggiornato la propria stima nel corso della giornata.


