
Nel messaggio pronunciato in occasione del concerto offerto al Corpo diplomatico per la Festa della Repubblica, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha tracciato una visione dell’Italia profondamente ancorata ai valori della cooperazione internazionale, della pace e del multilateralismo. A ottant’anni dalla nascita della Repubblica, il Capo dello Stato ha ricordato il lungo percorso che ha riportato il Paese al centro della comunità internazionale dopo le devastazioni della Seconda guerra mondiale, sottolineando il ruolo decisivo svolto dalla diplomazia italiana.
«Ottant’anni fa la diplomazia fu basilare nell’indirizzare progressivamente gli orientamenti degli Stati a favore di un pieno e proficuo inserimento dell’Italia repubblicana nel consesso internazionale. Di questo siamo riconoscenti», ha affermato Mattarella, evidenziando come la capacità di costruire relazioni e dialogo resti oggi un elemento fondamentale in un contesto internazionale sempre più instabile e frammentato.
L’Italia protagonista del nuovo multilateralismo
Nel suo intervento, il Presidente ha richiamato i principi fondativi della Costituzione italiana, soffermandosi in particolare sull’articolo 11, che sancisce il ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali e la disponibilità a condividere quote di sovranità per costruire un ordine internazionale fondato sulla pace e sulla cooperazione.
Secondo Mattarella, quella scelta rappresentò una svolta storica rispetto al passato fascista e segnò la volontà della Repubblica di essere parte attiva nella costruzione di un sistema multilaterale basato sull’uguaglianza tra gli Stati. Da qui l’adesione italiana alle Nazioni Unite, all’Alleanza Atlantica e al progetto di integrazione europea, pilastri che ancora oggi definiscono il ruolo internazionale del Paese.
Il Capo dello Stato ha ribadito che l’Italia continua a sostenere le missioni di pace promosse dall’Onu e il ruolo delle Corti internazionali, considerate strumenti indispensabili per garantire una convivenza fondata sul diritto e non sulla forza.
Il richiamo alla guerra in Ucraina
Una parte centrale del discorso è stata dedicata alla crisi internazionale e alla guerra in Ucraina. Mattarella ha parlato di una «tendenza regressiva dell’ordine internazionale» che avrebbe trovato un’accelerazione nell’invasione russa dell’Ucraina, definita ancora una volta «ingiustificabile».
Per il Presidente della Repubblica, la difesa dell’indipendenza e della libertà di Kyiv riguarda direttamente anche l’Italia e l’Europa. «Avvertiamo come nostra la causa della indipendenza e della libertà di Kyiv», ha dichiarato, confermando la linea di sostegno politico e diplomatico adottata dal nostro Paese sin dall’inizio del conflitto.
Le parole del Capo dello Stato arrivano in una fase in cui il dibattito internazionale continua a interrogarsi sul futuro assetto geopolitico globale e sul ruolo delle istituzioni multilaterali nel prevenire nuovi conflitti.
No alla rassegnazione davanti ai conflitti
Mattarella ha lanciato anche un forte messaggio contro quella che ha definito una pericolosa forma di rassegnazione. Secondo il Presidente, sarebbe un grave errore accettare l’idea che la forza militare possa sostituire il diritto internazionale nella regolazione dei rapporti tra gli Stati.
«Non bisogna cedere a un malinteso realismo», ha avvertito, sottolineando come alimentare rancori, divisioni e odio possa soltanto favorire nuove guerre e conflitti permanenti. Per questo motivo ha invitato la comunità internazionale a continuare a promuovere il dialogo, la cooperazione e la ricerca di soluzioni condivise.
Il ruolo della diplomazia in un mondo sempre più instabile
Nel concludere il suo intervento, il Presidente della Repubblica ha rivolto un ringraziamento al Corpo diplomatico, definendolo oggi ancora più essenziale rispetto al passato. In un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche, crisi regionali e crescente competizione tra potenze, Mattarella ha sottolineato l’importanza della professionalità diplomatica nel favorire comprensione reciproca e collaborazione tra i Paesi.
Il messaggio del Capo dello Stato per il 2 giugno si presenta così come una riaffermazione della collocazione internazionale dell’Italia: un Paese che continua a vedere nel diritto internazionale, nel dialogo e nel multilateralismo gli strumenti fondamentali per affrontare le sfide del presente e contribuire alla costruzione di un ordine globale più stabile e pacifico.


