
Il mondo del basket è in lutto per la scomparsa di Rick Adelman, membro della Naismith Basketball Hall of Fame e uno degli allenatori più rispettati nella storia dell’NBA. Adelman è morto all’età di 79 anni, come annunciato dalla National Basketball Coaches Association. Al momento non sono state rese note le cause del decesso.
Con 1.042 vittorie in stagione regolare, Adelman occupa ancora oggi il decimo posto nella classifica all-time degli allenatori NBA, un traguardo che lo colloca tra le figure più influenti e vincenti della pallacanestro americana.
Una carriera leggendaria lunga oltre trent’anni
Prima di diventare allenatore, Adelman aveva disputato sette stagioni da giocatore NBA tra il 1968 e il 1975, indossando le maglie di diverse franchigie, tra cui Portland Trail Blazers, Chicago Bulls e Kansas City-Omaha Kings.
Terminata la carriera sul parquet, intraprese il percorso da allenatore che lo avrebbe trasformato in una delle menti più brillanti della lega. Nel corso di 23 stagioni da capo allenatore NBA, guidò Portland Trail Blazers, Golden State Warriors, Sacramento Kings, Houston Rockets e Minnesota Timberwolves.
Il suo bilancio finale parla di 1.042 vittorie e 749 sconfitte, con ben 16 partecipazioni ai playoff, numeri che ne certificano la straordinaria continuità ai massimi livelli.
I successi con Portland e le finali NBA
I primi grandi risultati arrivarono con i Portland Trail Blazers, squadra con cui aveva giocato anche da atleta. Alla guida della franchigia dell’Oregon costruì una delle squadre più forti dell’epoca, raggiungendo le Finali NBA nel 1990 e nel 1992.
In entrambe le occasioni il titolo sfuggì ai Blazers, sconfitti prima dai Detroit Pistons e poi dai Chicago Bulls di Michael Jordan, ma quelle stagioni consacrarono Adelman tra i migliori tecnici della lega.
L’età dell’oro dei Sacramento Kings
Se Portland rappresentò il trampolino di lancio, fu a Sacramento che Adelman costruì probabilmente la sua eredità più importante.
Tra il 1998 e il 2006 guidò i Kings nel periodo più brillante della loro storia moderna. La squadra conquistò otto qualificazioni consecutive ai playoff e divenne una delle formazioni più spettacolari e amate dell’intera NBA.
La stagione simbolo fu quella del 2001-2002, chiusa con 61 vittorie, record assoluto della franchigia, e con la partecipazione alle finali della Western Conference contro i Los Angeles Lakers di Shaquille O’Neal e Kobe Bryant. Una serie ancora oggi ricordata come una delle più controverse della storia NBA.
Per molti tifosi californiani, Adelman rimane il tecnico che più di ogni altro ha trasformato Sacramento in una vera potenza cestistica.
Innovatore del gioco offensivo
Oltre ai risultati, Adelman verrà ricordato per il suo stile di gioco. Le sue squadre erano famose per la circolazione di palla, il ritmo elevato e un basket offensivo moderno che ha influenzato generazioni di allenatori.
Molti addetti ai lavori lo considerano uno dei precursori del basket contemporaneo, grazie alla capacità di valorizzare il talento dei giocatori e costruire sistemi offensivi estremamente fluidi.
Hall of Fame e riconoscimenti
Nel 2021 Adelman è stato inserito nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame, il massimo riconoscimento individuale per chi ha lasciato un segno indelebile nella pallacanestro mondiale.
Due anni dopo ha ricevuto anche il prestigioso Chuck Daly Lifetime Achievement Award, assegnato ai tecnici che hanno contribuito in modo straordinario alla crescita del gioco.
Il commissioner NBA Adam Silver lo ha ricordato come «uno degli allenatori più rispettati e innovativi della storia della lega», sottolineando come il suo impatto sia andato ben oltre le vittorie e i risultati sportivi.
Il cordoglio del mondo del basket
Nelle ore successive alla notizia della morte sono arrivati messaggi di cordoglio da parte di numerose franchigie NBA, a partire da Portland, Sacramento e Denver, dove oggi allena il figlio David Adelman, attuale head coach dei Nuggets.
Per molti colleghi e giocatori, Rick Adelman non è stato soltanto un allenatore vincente, ma anche un maestro di basket e un punto di riferimento umano. La sua eredità continuerà a vivere nelle generazioni di tecnici e atleti che hanno avuto la fortuna di lavorare al suo fianco.


