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“Colpito da un fulmine!”. Tragedia in montagna in Italia: cosa è successo

Pubblicato: 03/06/2026 11:44

La montagna sa offrire panorami spettacolari e momenti di straordinaria bellezza, ma può trasformarsi in un ambiente estremamente ostile quando le condizioni meteorologiche cambiano improvvisamente. In alta quota, infatti, il margine di errore si riduce e anche un temporale apparentemente distante può diventare nel giro di pochi minuti un pericolo concreto per chi si trova lungo pareti, creste e itinerari esposti.

È proprio in questi contesti che entrano in gioco le squadre di soccorso, chiamate a operare spesso in condizioni proibitive per raggiungere escursionisti e alpinisti in difficoltà. Interventi complessi che richiedono esperienza, coordinamento e una profonda conoscenza dell’ambiente alpino, soprattutto quando il maltempo impedisce l’utilizzo dei mezzi aerei e costringe i tecnici a procedere esclusivamente via terra.
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Il recupero sul Dente del Gigante

Si è conclusa nel corso della notte la delicata operazione di recupero di due alpinisti polacchi rimasti bloccati sul Dente del Gigante, una delle vette più note del massiccio del Monte Bianco, situata lungo il confine tra la Valle d’Aosta e l’Alta Savoia.

L’allarme era scattato dopo che i due escursionisti avevano segnalato l’impossibilità di proseguire il percorso e rientrare autonomamente a valle. Durante l’escursione uno dei due uomini era stato inoltre colpito da un fulmine alla spalla, episodio che ha reso ancora più delicata la gestione dell’emergenza.

Nonostante le difficoltà incontrate, i soccorritori sono riusciti a raggiungere entrambi gli alpinisti e a condurli in sicurezza verso un punto protetto, mettendo fine a una situazione che aveva destato forte preoccupazione.

alpinista monte bianco

Le difficoltà delle operazioni di soccorso

L’intervento del Soccorso Alpino Valdostano è iniziato nella giornata di martedì 2 giugno. I due alpinisti avevano comunicato di trovarsi in condizioni generali considerate buone, ma di non essere più in grado di completare autonomamente la discesa.

A complicare le operazioni sono state soprattutto le condizioni meteorologiche avverse. La presenza di fenomeni temporaleschi ha infatti reso impossibile l’impiego dell’elicottero, costringendo i soccorritori a organizzare un recupero interamente via terra.

La squadra composta dai tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e del Sagf ha tentato più volte di raggiungere i due uomini prima di riuscire a completare l’avvicinamento. Nel frattempo gli alpinisti sono riusciti a spostarsi a una quota inferiore rispetto al punto iniziale dell’emergenza, facilitando l’intervento finale.

Una volta raggiunti, sono stati accompagnati in sicurezza fino al rifugio Torino, dove li attendevano un medico e altri operatori del soccorso.

Gli accertamenti sanitari

L’arrivo al rifugio è avvenuto poco dopo la mezzanotte. Da lì i due alpinisti sono stati trasferiti verso valle utilizzando la Skyway e successivamente affidati al personale sanitario.

Entrambi sono stati accompagnati in ambulanza al Pronto Soccorso per essere sottoposti agli accertamenti diagnostici necessari, in particolare per verificare le conseguenze dell’impatto del fulmine sul corpo dell’alpinista ferito.

Le loro condizioni sono tuttora in fase di valutazione da parte dei medici, che stanno effettuando tutti gli approfondimenti clinici del caso.

I rischi dei temporali in montagna

L’episodio riporta l’attenzione sui pericoli legati ai temporali in montagna, fenomeni che possono svilupparsi rapidamente e rappresentare una minaccia concreta per chi si trova in quota.

Prima di affrontare un’escursione o una salita alpinistica è fondamentale verificare con attenzione le condizioni meteorologiche e informarsi sullo stato degli itinerari. La presenza di nubi a sviluppo verticale già nelle prime ore del mattino può infatti rappresentare un segnale della possibile formazione di temporali nel corso della giornata.

Quando si percepiscono i primi segnali di peggioramento è consigliabile interrompere l’attività e cercare rapidamente un riparo sicuro, evitando di sostare su cime, creste e punti particolarmente esposti ai fulmini.

Cosa fare in caso di fulmine

Tra le principali raccomandazioni di sicurezza vi è quella di mantenere una certa distanza dai compagni di escursione durante un temporale. Restare separati di alcuni metri può contribuire a ridurre il rischio che un’unica scarica elettrica coinvolga più persone contemporaneamente.

La corrente generata da un fulmine, anche quando non particolarmente potente, può provocare conseguenze molto serie, tra cui arresto cardiaco, arresto respiratorio, ustioni e violente contrazioni muscolari in grado di causare cadute o traumi.

Nei casi più gravi, i fulmini possono risultare fatali. Tuttavia, molte persone colpite riescono a sopravvivere grazie alla rapidità dei soccorsi e all’intervento immediato di chi si trova sul posto.

Un aspetto importante riguarda il primo soccorso: le persone colpite da una scarica elettrica non mantengono alcuna carica nel corpo e possono quindi essere assistite senza rischi per chi presta aiuto. In presenza di personale formato, le manovre di rianimazione devono essere avviate il più rapidamente possibile, mentre è sempre fondamentale allertare immediatamente i servizi di emergenza.

L’intervento concluso sul Dente del Gigante rappresenta ancora una volta un esempio della complessità delle operazioni di soccorso alpino e dell’importanza della prevenzione quando si affrontano ambienti montani caratterizzati da condizioni meteo in rapido cambiamento.

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