
Ci sono vicende che scuotono l’opinione pubblica ben oltre i confini del luogo in cui si consumano. Storie che interrogano le coscienze e che riportano al centro dell’attenzione il tema della tutela dei minori, soprattutto quando le violenze e le sofferenze maturano all’interno delle mura domestiche, nel contesto che dovrebbe rappresentare il luogo più sicuro per un bambino.
Nelle aule di giustizia, intanto, prosegue il percorso di accertamento dei fatti. Un lavoro complesso che richiede la ricostruzione dettagliata di ogni episodio, l’analisi delle testimonianze raccolte e la valutazione degli elementi investigativi emersi nel corso delle indagini. In questo quadro si inserisce una delle inchieste più delicate seguite negli ultimi mesi dalla Procura di Imperia, chiamata a fare luce sulla morte di una bambina di appena due anni.
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Gli interrogatori dei due indagati
È in programma oggi, mercoledì 3 giugno, un passaggio importante dell’inchiesta relativa alla morte della piccola Beatrice, la bambina deceduta dopo le gravi violenze che, secondo l’accusa, avrebbe subito in ambito familiare.
Davanti ai giudici compariranno Emanuela Aiello, 43 anni, ed Emanuel Iannuzzi, 42 anni, entrambi destinatari di una misura cautelare e indagati in concorso per maltrattamenti aggravati dall’evento morte.
Il primo interrogatorio sarà quello di Iannuzzi, fissato a mezzogiorno. L’uomo è assistito dagli avvocati Maria Gioffré e Cristian Urbini. Successivamente sarà ascoltata Aiello, difesa dai legali Laura Corbetta e Bruno Di Giovanni.
La posizione della donna presenta una particolarità rispetto a quella del compagno. Aiello si trova infatti in carcere già dal 9 febbraio scorso, quando nei suoi confronti era stata inizialmente contestata l’ipotesi di omicidio preterintenzionale in concorso.

Il cambio di accusa
Nel corso degli approfondimenti investigativi, la Procura ha però modificato l’impianto accusatorio. Gli elementi raccolti dagli inquirenti hanno portato a contestare ai due indagati il reato di maltrattamenti aggravati dalla morte della vittima, una qualificazione giuridica che comporta conseguenze particolarmente rilevanti sul piano sanzionatorio.
Secondo quanto spiegato dal procuratore capo di Imperia, Alberto Lari, il nuovo quadro accusatorio determina un aumento della pena prevista dalla legge. Se per l’omicidio preterintenzionale la reclusione è compresa tra dieci e diciotto anni, nel caso dei maltrattamenti aggravati dalle circostanze contestate l’intervallo sanzionatorio può arrivare fino a ventiquattro anni di carcere.
Gli interrogatori di convalida rappresenteranno dunque un momento centrale per valutare le rispettive posizioni difensive e per consentire agli indagati di fornire la propria versione dei fatti.
Le indagini sulla morte della bambina
L’inchiesta ruota attorno alla morte di Beatrice, una bambina di appena due anni deceduta a Bordighera a seguito delle gravi lesioni riportate.
Secondo la ricostruzione investigativa, gli accertamenti avrebbero fatto emergere un contesto caratterizzato da ripetuti e sistematici maltrattamenti familiari. Gli elementi raccolti dalla Procura si basano su una pluralità di fonti, tra cui le relazioni dei servizi sociali e le testimonianze delle due sorelle maggiori della vittima.
Dalle attività investigative sarebbe emerso un quadro familiare segnato da privazioni e punizioni particolarmente severe. Le due bambine più grandi, secondo quanto riferito agli inquirenti, sarebbero state spesso lasciate sole e avrebbero assistito a episodi di violenza all’interno dell’abitazione.
Le testimonianze raccolte hanno assunto un ruolo significativo nella ricostruzione degli eventi che hanno preceduto il decesso della piccola, consentendo agli investigatori di delineare il contesto nel quale la bambina viveva.

I materiali sequestrati dagli investigatori
Tra gli elementi ritenuti di particolare interesse dagli inquirenti figurano anche alcuni contenuti digitali rinvenuti durante le indagini.
Secondo l’accusa, nello smartphone riconducibile a Emanuel Iannuzzi sarebbero stati trovati file multimediali considerati rilevanti per l’inchiesta. Tra questi figurerebbero immagini che documenterebbero i segni presenti sul corpo della bambina e video che gli investigatori ritengono utili per comprendere la situazione vissuta all’interno dell’ambiente domestico.
Si tratta di materiale che, insieme alle testimonianze e agli altri accertamenti svolti, contribuisce a comporre il quadro investigativo sul quale la Procura ha fondato la richiesta delle misure cautelari e la contestazione del reato di maltrattamenti aggravati dall’evento morte.
Nelle prossime ore gli interrogatori di convalida potrebbero fornire ulteriori elementi utili all’inchiesta, mentre resta aperto il percorso giudiziario destinato ad accertare responsabilità e dinamica dei fatti che hanno portato alla morte della piccola Beatrice.


