
Si chiude senza conseguenze disciplinari l’ispezione ministeriale avviata sul caso della cosiddetta “famiglia nel bosco”, la vicenda che aveva attirato l’attenzione dell’opinione pubblica dopo l’allontanamento dei tre figli dalla coppia formata da Catherine Birmingham e Nathan Trevallion.
Dopo aver esaminato la relazione degli ispettori del Ministero della Giustizia, il ministro Carlo Nordio ha disposto l’archiviazione del procedimento, escludendo la necessità di promuovere azioni disciplinari nei confronti dei magistrati coinvolti.
La relazione, depositata il 22 maggio al capo di gabinetto del ministero, Antonio Mura, si concludeva infatti con la richiesta di archiviazione. Gli ispettori non hanno rilevato anomalie nelle attività svolte dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che nel novembre 2025 aveva disposto l’allontanamento dei tre figli dalla coppia.
Le verifiche hanno riguardato anche i successivi provvedimenti adottati nel corso della vicenda, compresa la decisione del 6 marzo scorso che aveva portato all’allontanamento della madre dalla struttura di Vasto dove i minori si trovano tuttora ospitati.
I quattro ispettori ministeriali, giunti all’Aquila il 9 marzo per effettuare gli accertamenti, non hanno riscontrato violazioni dei doveri di imparzialità, correttezza o equilibrio, né gravi negligenze professionali o violazioni della riservatezza degli atti.
Secondo quanto emerso dall’inchiesta amministrativa, non sono stati individuati profili di illecito disciplinare a carico dei magistrati che hanno seguito il procedimento.
Nella relazione viene inoltre ribadito il principio secondo cui le decisioni di merito adottate dai giudici, nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, non possono essere oggetto di valutazione disciplinare.
Alla luce delle conclusioni degli ispettori, il ministro Nordio ha quindi disposto l’archiviazione del procedimento, chiudendo formalmente il capitolo relativo alle verifiche ministeriali sul caso.


