
Il pomeriggio sembrava scorrere secondo i ritmi perfetti di una splendida giornata estiva, con il sole alto che riscaldava la superficie marina e una brezza leggera che increspava appena le onde. A bordo di una piccola imbarcazione da diporto, il clima era di assoluta serenità: l’entusiasmo della gita, i sorrisi spensierati dei passeggeri e le risate dei più piccoli che si rincorrevano nello spazio limitato del ponte, felici di vivere un’avventura a stretto contatto con la natura. Nulla lasciava presagire che in pochi minuti quell’atmosfera idilliaca si sarebbe trasformata in un vero e proprio incubo. Improvvisamente, un rumore sordo e anomalo ha interrotto la quiete, seguito da una rapidissima e spaventosa infiltrazione d’acqua che ha cominciato a sommergere lo scafo, destabilizzando la struttura e scatenando il panico. Il pavimento è diventato viscido, il livello del liquido continuava a salire minacciosamente lambendo le gambe dei presenti e la consapevolezza del pericolo imminente ha raggelato il sangue dei genitori, i quali, in un misto di disperazione e lucidità, si sono aggrappati ai propri figli cercando disperatamente una via di fuga o un cenno di aiuto all’orizzonte.
La situazione è precipitata in pochissimi istanti nel primo pomeriggio di oggi, sabato sei giugno, quando l’orologio segnava circa le ore 15.30. La quiete della splendida baia della Chiaia, una delle insenature più suggestive della nota isola di Procida, è stata bruscamente interrotta dalla drammatica richiesta di soccorso lanciata via radio dai passeggeri dell’unità da diporto in evidente stato di avaria. La macchina dei soccorsi si è attivata istantaneamente presso la Direzione Marittima di Napoli, la quale ha immediatamente compreso la gravità della situazione e ha disposto l’avvio della complessa e codificata catena Sar, acronimo internazionale che identifica le delicate operazioni di ricerca e salvataggio in mare. Il centro di coordinamento ha gestito l’emergenza con estrema rapidità, geolocalizzando il natante e inviando i mezzi navali più idonei presenti sul territorio.
Per far fronte alla minaccia e garantire l’incolumità delle persone a bordo, l’autorità marittima ha mobilitato una strategia d’intervento convergente. Sul luogo del sinistro è stata dirottata con massima urgenza la Motovedetta Sar CP 807, un’unità navale specializzata e d’istanza stabile presso l’ufficio circondariale marittimo della vicina e imponente isola di Ischia. Data la criticità del fattore tempo, si è rivelata altrettanto provvidenziale la presenza in zona del battello veloce GC 186, un mezzo dinamico e versatile dipendente direttamente dall’ufficio circondariale marittimo di Procida, che in quel preciso momento si trovava già in navigazione per le ordinarie attività di pattugliamento e controllo del litorale. Questa fortunata e strategica concomitanza ha permesso di ridurre al minimo i tempi di navigazione verso il punto d’impatto.
L’equipaggio del battello veloce GC 186, grazie alla sua vicinanza logistica, è riuscito a raggiungere lo specchio d’acqua interessato prima di qualunque altro mezzo, trovandosi di fronte a uno scenario allarmante, con lo scafo quasi interamente sommerso dall’acqua marina. I militari hanno operato con encomiabile prontezza di spirito e professionalità, dando assoluta priorità alle vite umane e avviando immediatamente le manovre per il trasbordo dei cinque occupanti dell’imbarcazione. Il nucleo familiare era composto da due adulti e ben tre bambini in tenera età, visibilmente terrorizzati dall’esperienza ma fortunatamente incolumi. Il personale della Guardia Costiera si è premurato di accogliere i naufraghi a bordo del battello, coprendoli e prestando le prime cure psicofisiche, dedicando particolare attenzione alla salute dei minori per escludere traumi o principi di ipotermia.
Una volta messi al sicuro i membri della famiglia, l’attenzione dei soccorritori si è spostata sulla salvaguardia del natante per evitare che colasse a picco al centro della baia, creando anche un potenziale pericolo per la navigazione e per l’ambiente circostante. Con il sopraggiungere ravvicinato della Motovedetta CP 807 da Ischia, gli uomini della Guardia Costiera hanno messo in funzione una potente e specifica motopompa idrovora per aspirare la massiccia quantità di acqua accumulata all’interno dello scafo. Questa operazione di svuotamento d’emergenza ha permesso alla struttura di riacquistare una parziale galleggiabilità, consentendo ai tecnici militari di ispezionare le paratie interne. L’ispezione ha dato esito positivo, permettendo l’individuazione ravvicinata di una piccola falla nello scafo che è stata tempestivamente tamponata e riparata in modo provvisorio direttamente in mare.
Il quadro operativo è stato ulteriormente complicato da un improvviso peggioramento delle condizioni meteo sul posto. La zona è stata infatti investita da un forte vento di traverso che ha sollevato un moto ondoso insidioso, rendendo impossibile e del tutto insicuro il rientro autonomo del mezzo sinistrato o il trasferimento dei passeggeri con modalità ordinarie. Di fronte a tale scenario, il comandante della motovedetta ha deciso di procedere eccezionalmente al rimorchio dell’imbarcazione danneggiata. L’unità è stata agganciata in totale sicurezza e trasportata lentamente verso il ridossato e vicino porto di Marina di Chiaiolella, situato sempre sul versante meridionale dell’isola procidana, dove i mezzi sono giunti senza ulteriori complicazioni ormeggiando felicemente in banchina.
Con l’arrivo nel porto di Marina di Chiaiolella si è conclusa con successo la prima e più critica fase dell’emergenza, ma l’attività dell’autorità marittima non si esaurisce con il salvataggio. L’imbarcazione è stata ufficialmente posta a disposizione per consentire i successivi e necessari accertamenti tecnici da parte degli ispettori. Gli uomini della Guardia Costiera hanno infatti avviato un’approfondita attività d’indagine volta a verificare con assoluta precisione le cause e l’esatta dinamica che hanno portato all’improvvisa apertura della falla nello scafo. Si dovranno valutare l’eventuale impatto sommerso con una secca, lo stato di manutenzione strutturale del mezzo o un possibile cedimento strutturale dei materiali, al fine di escludere responsabilità colpose e garantire la massima sicurezza per tutti i diportisti.


