
Il vento ha iniziato a soffiare all’improvviso, trasformando in pochi istanti un pomeriggio apparentemente tranquillo in uno scenario dominato dalla paura e dalla fuliggine. Il fumo denso ha rapidamente oscurato il cielo, mentre le prime fiamme, alimentate dalle raffiche instabili, hanno cominciato a correre veloci tra i campi, divorando la vegetazione secca e minacciando da vicino la vita quotidiana di chi abita quelle terre. La quiete della campagna è stata spezzata dal suono drammatico delle sirene e dal rombo incessante dei motori nel cielo, un segnale inequivocabile dell’emergenza in corso. Davanti all’avanzata distruttiva del fronte del fuoco, diverse famiglie si sono viste costrette ad abbandonare precipitosamente le proprie abitazioni, portando con sé solo lo stretto necessario, mentre le squadre di soccorso ingaggiavano una vera e propria corsa contro il tempo per arginare il disastro e proteggere le strutture.
L’emergenza nel sud-ovest della Sardegna e i primi interventi
Il Corpo Forestale è attualmente impegnato in una severa operazione di contrasto a due roghi distinti che stanno devastando la zona sud-occidentale della Sardegna. La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente non appena è scattato l’allarme, mobilitando inizialmente tre elicotteri della flotta regionale per cercare di arginare il perimetro dell’incendio. Le fiamme sono state spinte con forza dalle raffiche intense di scirocco, una condizione meteorologica che ha reso le prime fasi dello spegnimento estremamente complesse e pericolose per gli operatori a terra. La centrale operativa della Protezione Civile, monitorando la rapidità con cui il fronte del fuoco si stava allargando, ha compreso la gravità della situazione e ha disposto il decollo immediato dei mezzi aerei per supportare il personale che stava già operando tra i fumi e il calore.
La situazione critica nelle campagne di Serramanna
Il punto più drammatico di questa giornata di emergenza si sta registrando nelle aree rurali del comune di Serramanna. In questa specifica porzione di territorio le fiamme hanno trovato terreno fertile, muovendosi rapidamente all’interno di una superficie caratterizzata da fitti canneti e ampie coltivazioni agricole. La vicinanza del rogo ad alcune case coloniche situate nella località di Su Fraigu, una zona non distante da una suggestiva chiesa campestre, ha spinto le autorità locali a prendere decisioni drastiche per garantire l’incolumità pubblica. Il sindaco del paese, valutando l’imminente pericolo per la vita dei residenti, ha ordinato l’allontanamento immediato delle persone dalle proprie abitazioni. Nello specifico, una prima famiglia composta da quattro persone, delle quali tre erano effettivamente presenti in casa al momento dell’ordine, ha dovuto abbandonare la propria residenza per sfuggire al calore e al fumo soffocante. Per tentare di contenere questo specifico focolaio, sono entrati in azione due velivoli antincendio provenienti dalle basi operative strategiche di Villasalto e di Fenosu.
Il cambio del vento e l’arrivo dei Canadair
Le condizioni meteorologiche sono mutate repentinamente nel corso delle ore, complicando ulteriormente uno scenario già ampiamente compromesso. Il vento ha infatti girato improvvisamente a maestrale, un cambio di direzione che ha impresso una nuova spinta propulsiva alle fiamme, facendole propagare verso ulteriori direttrici e allargando in modo preoccupante il fronte del fuoco. Di fronte a questo nuovo e imprevedibile sviluppo, la Protezione Civile regionale ha dovuto richiedere con massima urgenza il supporto della flotta antincendio boschivo nazionale. Questa richiesta ha portato all’invio sul posto di due massicci velivoli Canadair, il cui intervento è diventato fondamentale per lanciare ingenti quantitativi di acqua e liquido ritardante, nel disperato tentativo di difendere le case coloniche direttamente minacciate dalla furia del rogo.
Il bilancio delle evacuazioni e gli altri focolai
Con il passare dei minuti la situazione a Serramanna è andata progressivamente peggiorando, costringendo i soccorritori ad aumentare il livello di allerta. Il bilancio complessivo delle evacuazioni precauzionali nella località di Su Fraigu è così salito a tre case coloniche sgomberate, con un totale di sette persone che hanno dovuto lasciare le proprie stanze per mettersi al sicuro in zone protette. Parallelamente a questo drammatico scenario, un altro elicottero della flotta regionale, decollato dalla base operativa del Corpo Forestale di Pula, è stato dirottato nel territorio di Sarroch, specificamente nella località Sa Perda Scritta, dove era attivo un secondo incendio. In questo secondo perimetro le fiamme hanno divorato diversi ettari di macchia mediterranea e di terreni incolti ma, fortunatamente, il tempestivo intervento combinato dei mezzi aerei e delle squadre di terra ha permesso di domare quasi completamente il rogo, evitando che la situazione degenerasse come nel comune vicino.


