
Un risultato inatteso, quasi irreale per come si è costruita la narrazione recente del salto con l’asta mondiale. In uno scenario carico di attesa e di pubblico, il campione svedese Armand Duplantis ha conosciuto una battuta d’arresto che interrompe una delle serie vincenti più lunghe e dominanti della storia recente dell’atletica.
Allo Stadio Olimpico di Stoccolma, impianto storico costruito nel 1914, l’atmosfera era quella delle grandi occasioni. Migliaia di spettatori, molti arrivati per assistere alle evoluzioni del fuoriclasse di casa, hanno invece assistito a un ribaltamento di pronostico che ha sorpreso il mondo dell’atletica.
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La gara e l’errore decisivo
La giornata del 7 giugno 2026 si è trasformata in un passaggio difficile per Duplantis, incapace di trovare la misura giusta già nelle fasi decisive della competizione. Il campione svedese si è fermato a 5,80 metri, condizionato da un errore nella rincorsa che ha compromesso la sua continuità tecnica.
Nel frattempo, il protagonista inatteso è stato l’australiano Kurtis Marschall, capace di superare la quota di 5,90 metri, risultato sufficiente a garantirgli la vittoria nella tappa della Diamond League, il circuito internazionale più prestigioso dell’atletica leggera.
Per Duplantis si tratta della prima sconfitta dopo una striscia impressionante di 35 mesi e 40 vittorie consecutive, una serie che aveva consolidato la sua posizione di riferimento assoluto nella disciplina.

Una serie interrotta dopo anni di dominio
L’ultima volta in cui il campione svedese non aveva vinto risaliva al 21 luglio 2023, quando concluse la gara di Montecarlo al quarto posto con un salto di 5,72 metri. Anche in quella occasione, ironia della sorte, il successo era andato proprio a Marschall.
Da allora, il percorso di Duplantis era stato caratterizzato da una costanza quasi senza precedenti: dieci miglioramenti del record del mondo, portato da 6,23 a 6,31 metri, oltre a una serie di titoli internazionali tra cui due ori mondiali outdoor, due indoor e l’oro olimpico conquistato a Parigi 2024.
Una progressione che aveva rafforzato la percezione di una supremazia tecnica e mentale difficilmente scalfibile.
Le parole di Duplantis dopo la gara
Al termine della competizione, lo stesso Armand Duplantis ha commentato con toni insolitamente autocritici la sua prestazione: «Mi sono sentito un po’ confuso e davvero non volevo perdere qui davanti alla mia famiglia e ai miei fan. Non sono arrabbiato. Mi sto per sposare quindi sfortuna nello sport, fortuna in amore».
Il campione svedese, 26 anni, ha poi richiamato anche la sua situazione personale, legata alla relazione con la modella Desiré Inglander, 23 anni, conosciuta nel 2020 durante una festa a Stoccolma.
Co ciekawe ostatni raz Armand Duplantis nie skoczył sześciu metrów to rok 2025 i Finnkampen, który miał miejsce również w Sztokholmie:)
— Sportowy Rytm Dnia (@SportowyRytm) June 7, 2026
A ostatni raz przegrał Szwed ponad 3 lata temu! pic.twitter.com/JyVoTwlNpz
La soddisfazione di Marschall
Dall’altra parte, Kurtis Marschall ha vissuto una giornata destinata a entrare nella sua carriera come punto di svolta. In conferenza stampa ha sottolineato la difficoltà e il valore del risultato ottenuto: «Non volevo rovinare lo spettacolo a Mondo, ma sono così felice della vittoria. Ci è voluto molto tempo per ottenere la mia prima vittoria in Diamond League e pensavo davvero che non sarebbe mai arrivata».
L’atleta australiano ha inoltre elogiato l’atmosfera dello stadio, riconoscendo il forte sostegno del pubblico nei confronti del campione di casa, pur sottolineando l’emozione per un successo atteso a lungo.
Un risultato che cambia il racconto della stagione
La sconfitta di Duplantis, pur inserita in un contesto di carriera straordinaria, rappresenta un evento significativo per la stagione della Diamond League. L’interruzione di una serie così lunga restituisce nuova incertezza a una disciplina che negli ultimi anni aveva visto un dominio quasi assoluto.
Per il campione svedese si tratta ora di ripartire da un episodio isolato all’interno di un percorso che resta, nei numeri e nei risultati, tra i più dominanti dell’atletica moderna. Per Marschall, invece, la vittoria di Stoccolma segna un momento simbolico che potrebbe aprire una nuova fase nella sua carriera internazionale.


