
Emergono nuove immagini sulla strage di Monreale, avvenuta nel comune in provincia di Palermo, costata la vita a Salvatore Turdo, Andrea Miceli e Massimo Pirozzo. Un filmato registrato da una telecamera di sorveglianza documenta gli istanti che precedono e seguono la sparatoria, mostrando il caos esploso nel centro cittadino durante una serata affollata.
Nel video si vedono decine di persone che, dopo l’esplosione dei colpi di pistola, cercano di mettersi in salvo correndo in tutte le direzioni. Tra urla, spintoni e momenti di forte concitazione, la situazione precipita in pochi secondi, trasformando una normale serata in una tragedia.
Le immagini della sparatoria
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nelle riprese compare anche Mattias Conti, uno dei giovani coinvolti nell’inchiesta. Per l’accusa sarebbe lui ad aver impugnato l’arma e ad aver aperto il fuoco ad altezza d’uomo in mezzo alla folla.
Le immagini mostrano inoltre il momento in cui Andrea Miceli si accascia a terra vicino a un’auto parcheggiata dopo essere stato raggiunto dai colpi mortali. Attorno a lui alcune persone cercano riparo, mentre altri tentano di prestare i primi soccorsi prima dell’arrivo dei sanitari. Nella parte finale del filmato si vedrebbe anche il gruppo degli aggressori allontanarsi rapidamente dalla zona dopo la sparatoria.
Secondo gli inquirenti, tutto sarebbe nato da un litigio per motivi ritenuti futili, degenerato poi in una violenza senza precedenti.
Il processo e gli imputati
Davanti alla Corte d’assise di Palermo sono imputati tre giovani provenienti dal quartiere Zen del capoluogo siciliano: Salvatore Calvaruso, Mattias Conti e Samuel Acquisto. Nelle prime fasi delle indagini era stato fermato un diciannovenne palermitano con le accuse di strage, porto abusivo e detenzione illegale di arma da fuoco.
La Procura ha inserito nella lista dibattimentale 102 testimoni che dovranno contribuire a ricostruire ogni fase della vicenda. Resta inoltre aperta la questione relativa alla richiesta della parte civile di chiamare il ministero dell’Interno come responsabile civile nel procedimento.
La Corte d’assise di Palermo ha però respinto l’istanza presentata dal legale di uno dei feriti, che sosteneva come l’assenza delle forze dell’ordine durante la festa religiosa in corso quella sera possa aver favorito il tragico epilogo. Il processo è stato rinviato al 15 luglio.
Il ricordo delle vittime
Nel procedimento si sono costituiti parte civile i familiari delle tre vittime, la Regione Siciliana e il Comune di Monreale. Dal dolore per quanto accaduto è nata anche l’associazione “Memoria, Amicizia, Speranza”, creata con l’obiettivo di mantenere vivo il ricordo dei tre giovani uccisi e promuovere iniziative di sensibilizzazione contro la violenza giovanile e l’uso delle armi.


