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Caso Paganelli, parla Bruzzone: “Perché non esce la sentenza”

Pubblicato: 09/06/2026 21:45

È una giornata cruciale per il caso dell’omicidio di Pierina Paganelli. Dopo ore di camera di consiglio, è attesa la sentenza nei confronti di Louis Dassilva, unico imputato per il delitto della 78enne uccisa a Rimini nell’ottobre 2023. L’uomo è accusato di omicidio pluriaggravato e per lui la Procura ha chiesto la condanna all’ergastolo.

Dassilva ha sempre respinto ogni accusa, proclamandosi innocente fin dall’inizio dell’inchiesta. Al suo fianco continua a esserci la moglie Valeria Bartolucci, presente anche oggi in aula.

L’attesa della sentenza

La Corte si è ritirata in camera di consiglio da diverse ore per decidere il verdetto. Secondo quanto riferito durante la trasmissione La Vita in Diretta, la durata della discussione testimonia la complessità del caso.

Dassilva si è presentato in tribunale indossando un caftano bianco, scelta che molti hanno interpretato come un richiamo simbolico alla propria innocenza. Durante l’udienza avrebbe ascoltato con attenzione la requisitoria del pubblico ministero, mostrando momenti di evidente tensione.

Le parole della moglie Valeria Bartolucci

Valeria Bartolucci ha ribadito ancora una volta la propria convinzione sull’estraneità del marito ai fatti.

«Spero che emerga la verità e che la signora Paganelli abbia giustizia. In carcere deve andare chi l’ha uccisa, non chi non l’ha uccisa», ha dichiarato.

La donna ha spiegato di vivere da mesi una situazione difficile, tra l’attesa del verdetto e la convinzione che il vero responsabile non sia stato ancora individuato.

«La verità è una sola: Louis Dassilva non ha ucciso Pierina Paganelli. Continuerò a lottare fino al terzo grado di giudizio e anche oltre, se sarà necessario», ha aggiunto.

I familiari della vittima in aula

Presenti in tribunale anche i familiari di Pierina Paganelli: figli, nipoti e parenti stretti attendono la decisione della Corte dopo un lungo iter processuale.

Per la famiglia della vittima, Dassilva sarebbe il responsabile dell’omicidio e la sentenza rappresenta un passaggio fondamentale nella ricerca di giustizia.

L’assenza di Manuela Bianchi

Non era presente in aula Manuela Bianchi, figura centrale dell’inchiesta e considerata una delle principali accusatrici dell’imputato.

Nei mesi scorsi la donna aveva ribadito la propria innocenza rispetto a qualsiasi ipotesi di coinvolgimento nella vicenda, sostenendo di non aver mai avuto alcun interesse a incastrare Dassilva.

«Non avrei avuto nessun motivo per accusarlo ingiustamente. Io sono innocente e questa è l’unica cosa che so per certo», aveva dichiarato.

L’analisi di Roberta Bruzzone

Tra i consulenti della difesa figura anche la criminologa Roberta Bruzzone, che ha commentato la lunga camera di consiglio sottolineando come il processo ruoti soprattutto attorno alle dichiarazioni di Manuela Bianchi.

Secondo Bruzzone, la durata della deliberazione potrebbe indicare che la Corte sta valutando con attenzione tutti gli elementi emersi durante il dibattimento.

Al momento il verdetto non è ancora stato pronunciato. Le prossime ore saranno decisive per conoscere l’esito di uno dei casi giudiziari più seguiti degli ultimi anni.

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Ultimo Aggiornamento: 09/06/2026 21:46

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