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Nessy Guerra, arrestato in Egitto l’ex marito: denunciato per minacce e tentativo di aggressione

Pubblicato: 09/06/2026 15:42

Il caso di Nessy Guerra, la ventiseienne italiana da tempo bloccata in Egitto insieme alla figlia di tre anni, si arricchisce di un nuovo e drammatico capitolo che potrebbe segnare una svolta decisiva nella complessa vicenda legale e diplomatica che la vede protagonista. Nelle ultime ore, le autorità egiziane hanno proceduto all’arresto di Tamer Hamouda, ex marito della donna. L’uomo è stato fermato a seguito di una denuncia formale presentata dal console onorario d’Italia a Hurghada, il quale è stato vittima di gravissime minacce e di un tentativo di aggressione da parte dello stesso Hamouda e di sua madre. Questo sviluppo accende nuovamente i riflettori su una situazione di estrema vulnerabilità che coinvolge non solo una cittadina italiana e una minore, ma che è arrivata a toccare direttamente i rappresentanti delle nostre istituzioni diplomatiche all’estero.

L’arresto e le gravi minacce al console italiano

L’arresto di Tamer Hamouda rappresenta l’epilogo di una serie di condotte violente ed intimidatorie che l’uomo avrebbe perpetrato anche nei confronti del personale diplomatico italiano in territorio egiziano. Secondo quanto ricostruito e denunciato pubblicamente dalla stessa Nessy Guerra attraverso i propri canali social, l’ex marito si era recentemente spostato dal Cairo verso Hurghada con il chiaro intento di rintracciarla. Insieme alla madre, l’uomo si sarebbe recato direttamente presso il resort dove ha sede il consolato onorario d’Italia. In quella sede, i due avrebbero rivolto minacce di morte e di gravissime lesioni fisiche al console onorario, pretendendo la consegna di somme di denaro e paventando ritorsioni armate che avrebbero potuto ridurlo in sedia a rotelle. Di fronte a un simile livello di escalation, l’ambasciata italiana ha immediatamente segnalato l’accaduto alle autorità di polizia locali, che hanno infine fatto scattare le manette ai danni dell’uomo.

Un passato di condanne e denunce tra Italia ed Egitto

Il profilo giudiziario di Tamer Hamouda era già ampiamente noto alla magistratura italiana, che lo aveva condannato in via definitiva per una serie di reati commessi nel nostro Paese. Tra i capi d’accusa per i quali l’uomo è stato ritenuto colpevole in Italia figurano atti persecutori, lesioni personali, furto e truffa, a testimonianza di una condotta criminale reiterata nel tempo. Anche in Egitto la fedina penale dell’uomo risulta particolarmente compromessa, a causa di numerose denunce presentate a suo carico che spaziano dalle molestie sessuali alla diffamazione, fino ad arrivare alle recenti accuse di tentata aggressione e minacce aggravate ai danni del funzionario di Stato italiano. Nonostante questo quadro indiziario e probatorio estremamente pesante, l’uomo è rimasto a lungo in libertà, continuando a rappresentare un pericolo concreto per l’incolumità della ex consorte e di chiunque cercasse di offrirle protezione.

La condanna per adulterio e il divieto di espatrio

La drammaticità della condizione di Nessy Guerra è acuita da un provvedimento della magistratura egiziana che l’ha condannata a sei mesi di detenzione e ai lavori forzati con l’accusa di adulterio. Tale contestazione è stata mossa originariamente proprio dall’ex marito, sfruttando i rigidi codici normativi locali in materia di diritto di famiglia e relazioni coniugali. A causa di questa condanna e delle pendenze legali collegate, le autorità egiziane hanno imposto a Nessy Guerra e alla figlia di soli tre anni un severo divieto di espatrio, congelando di fatto ogni possibilità di fare rientro in Italia per vie ordinarie. La donna si trova così esposta al rischio imminente di un ingresso in carcere, una prospettiva che ha spinto i suoi legali a definire la situazione di una gravità inaudita, poiché l’esecuzione della pena detentiva potrebbe scattare in qualsiasi momento, separando tragicamente la madre dalla bambina.

La vita in clandestinità e l’appello alle istituzioni

A causa delle continue intimidazioni e della costante paura per la propria incolumità, Nessy Guerra vive da mesi nascondendosi in una località segreta, potendo contare sul supporto dei propri genitori che l’hanno raggiunta in Egitto per non lasciarla sola. Nel suo ultimo e accorato sfogo video, la giovane ha espresso tutta la sua frustrazione per una situazione paradossale, in cui soggetti considerati pericolosi sono rimasti a piede libero per troppo tempo, arrivando a minacciare persino i funzionari dello Stato italiano. La donna ha rivolto un duplice e urgente appello, chiamando in causa sia il ministro degli Affari esteri italiano affinché intervenga con decisione per sbloccare la situazione diplomatica, sia le autorità governative e giudiziarie egiziane, sottolineando come il fermo di Tamer Hamouda e di sua madre sia un passo fondamentale ma non definitivo per garantire la sicurezza della sua famiglia e dei rappresentanti diplomatici coinvolti in questa complessa vicenda transnazionale.

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Ultimo Aggiornamento: 09/06/2026 15:58

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