
La situazione resta tesa al confine tra Marocco e Ceuta, dopo l’intervento delle forze di sicurezza marocchine contro un gruppo di migranti che tentava di raggiungere la frontiera. L’episodio è avvenuto sulle montagne nei pressi di Fnideq, dove gli agenti hanno intercettato 111 persone dirette verso il territorio spagnolo. Dopo alcuni momenti di scontro, la polizia antisommossa ha utilizzato gas lacrimogeni per disperdere il gruppo.
Tra le persone fermate figurano principalmente migranti provenienti dall’Africa subsahariana, oltre ad alcuni cittadini marocchini. Secondo quanto riferito, 61 persone sono state fermate con l’accusa di incitamento all’immigrazione illegale. Al termine delle operazioni, tutti i migranti sono stati allontanati dalla zona e trasferiti a bordo di autobus, mentre le autorità marocchine hanno mantenuto alta l’attenzione lungo il confine.
Frontiere blindate e massima allerta
La situazione è monitorata con particolare attenzione anche dal versante spagnolo. Dalla frontiera del Tarajal fino a quella di Benzù, l’intera area è stata sottoposta a un imponente dispositivo di sicurezza. Guardia Civil, polizia ed esercito sono stati schierati lungo le strade e sulle montagne, con controlli rafforzati per evitare nuovi tentativi di ingresso.
Il timore delle autorità è legato alla possibilità di un nuovo tentativo di attraversamento di massa. Per il momento, tuttavia, non si è verificata la temuta nuova ondata di migranti verso Ceuta. Anche a Melilla il livello di attenzione resta elevato dopo gli spostamenti di numerosi migranti nella zona di Beni Enzar.
A Ceuta restano centinaia di migranti
Nel frattempo, sul territorio di Ceuta sono ancora presenti numerosi migranti. Nella zona della spiaggia del Trampolín sono stati allestiti rifugi di fortuna costruiti con canne e tessuti, dove centinaia di persone attendono di poter utilizzare le docce predisposte all’aperto.
Le condizioni dell’area vengono descritte come particolarmente difficili, anche sotto il profilo igienico-sanitario. Tra i migranti ci sono soprattutto giovani provenienti dal Marocco e dal Sudan, molti dei quali sostengono di non voler tornare indietro. Alcuni vivono nella zona da oltre due settimane.
L’attenzione rimane alta anche nella zona di Benzù, dove le autorità spagnole sorvegliano con particolare cautela il versante montuoso. Al momento non risultano nuovi tentativi di ingresso, ma il dispositivo di sicurezza resta imponente in vista di possibili sviluppi nelle prossime ore.
Piantedosi: «L’Europa non può sottovalutare Ceuta»
La vicenda ha assunto anche una dimensione politica internazionale. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in un videomessaggio diffuso nel giorno di Ferragosto, ha richiamato l’attenzione sulla situazione dell’enclave spagnola e sul rischio legato ai flussi migratori.
«Basta ambiguità. Ceuta è un segnale che l’Europa non può sottovalutare», ha dichiarato Piantedosi, sottolineando inoltre la necessità di contrastare i trafficanti di esseri umani. Intanto, lungo il confine tra Marocco e Spagna, le autorità mantengono alta la vigilanza mentre resta l’incertezza sulla possibilità di nuovi tentativi di attraversamento.


