
La Casa Bianca alza di nuovo i toni e lo fa con una frase che in poche ore ha fatto il giro del mondo. Donald Trump non usa giri di parole, non lascia spazio a interpretazioni diplomatiche. Davanti ai giornalisti che gli chiedono come sia possibile trattare con leader che lui stesso definisce pazzi, il presidente americano sceglie la linea più dura, quella che ha sempre caratterizzato la sua politica estera. Un aut senza vie di mezzo, accordo o bombe. E il tempo, dice, sta per scadere.
Trump su Iran: “È il momento di un accordo o di farli saltare in aria”
Il presidente americano, Donald Trump, ha detto che è arrivato il momento di raggiungere un accordo con l’Iran o magari di farli saltare in aria. Rispondendo a una domanda della stampa su come pensi di arrivare a un accordo con Teheran, dal momento che giudica pazzi i suoi leader, Trump ha risposto con una frase che ha gelato la sala stampa. Magari facendoli saltare in aria. Dobbiamo prendere quella decisione. Li facciamo saltare in aria o raggiungiamo un accordo, ma è giunto il momento. Finirà molto presto, in un modo o nell’altro. Parole durissime, pronunciate con il tono di chi vuole mandare un messaggio diretto non solo all’Iran ma a tutta la comunità internazionale.
L’ultimatum del tycoon arriva in un momento di massima tensione tra Washington e Teheran. Il programma nucleare iraniano, le milizie filo-iraniane in Medio Oriente, gli attacchi nel Mar Rosso e la guerra ombra con Israele hanno portato i rapporti ai minimi storici. Trump ha sempre sostenuto che l’accordo sul nucleare voluto da Obama fosse il peggior accordo di sempre e dopo averlo stracciato nel suo primo mandato, ora vuole imporne uno nuovo alle sue condizioni. L’alternativa, secondo il presidente, è l’uso della forza. Un’opzione che non viene mai esclusa dalla dottrina Trump, che vede nella deterrenza militare lo strumento principale per costringere i nemici al tavolo.
Reazione internazionale timori per escalation in Medio Oriente
Le dichiarazioni di Trump hanno immediatamente innescato una reazione a catena nelle cancellerie di tutto il mondo. In Medio Oriente il rischio di una escalation è altissimo e una frase come farli saltare in aria non può che alimentare le paure di un nuovo conflitto su larga scala. L’Iran, dal canto suo, ha sempre risposto alle minacce con altrettanta fermezza, promettendo ritorsioni devastanti in caso di attacco al suo territorio. Gli alleati europei osservano con preoccupazione, consapevoli che un’azione unilaterale americana potrebbe avere conseguenze imprevedibili sui prezzi del petrolio, sulla sicurezza globale e sui fragili equilibri già messi a dura prova dalla guerra a Gaza e dalla crisi con gli Houthi.
Strategia della Casa Bianca: pressione massima per costringere Teheran alla resa
Quella di Trump non è una sparata improvvisata, ma una precisa strategia di pressione massima. Il presidente americano crede fermamente che solo minacciando il peggio si possa ottenere il meglio al tavolo negoziale. Giudicare pazzi i leader di Teheran serve a giustificare agli occhi dell’opinione pubblica americana la necessità di agire in fretta, prima che sia troppo tardi. Il messaggio è chiaro, o l’Iran accetta di smantellare il suo programma nucleare e di fermare il sostegno ai gruppi armati, o gli Stati Uniti interverranno con tutta la loro potenza di fuoco. Finirà molto presto, in un modo o nell’altro, ha concluso Trump, lasciando intendere che la decisione è ormai imminente.


