
L’odore acre della benzina su una divisa, le urla nel cortile di una scuola, un preside che si rifugia dietro una porta per non bruciare vivo. Non è una scena di un film, ma quello che è accaduto in Francia, dove le proteste dei liceali si sono trasformate in una guerriglia urbana che sta facendo tremare il governo. Da Parigi a Marsiglia le scuole sono barricate, gli incendi divampano, la polizia carica e la politica si spacca a pochi mesi dalle presidenziali.
Francia, proteste degli studenti: scontri e violenze in diverse città
Le proteste degli studenti che da giorni attraversano la Francia sono sfociate in scontri e violenze in diverse città del Paese. Oltre 600 persone sono state fermate, mentre si aggrava il bilancio dei feriti tra le forze dell’ordine e il personale scolastico. La situazione più grave si è registrata a Marsiglia, dove il preside, il vicepreside e altri due responsabili del Lycée Victor Hugo sarebbero stati aggrediti all’interno dell’istituto e cosparsi di benzina. A Nantes, invece, è stato dato alle fiamme il liceo Mandela.
Le tensioni hanno coinvolto anche altre città. A Rouen, in Normandia, due dirigenti scolastici sono rimasti feriti a margine delle mobilitazioni. Davanti al Lycée Blaise-Pascal sono state documentate alte fiamme, mentre il rettorato della Normandia ha condannato le aggressioni subite dai dirigenti scolastici. Nel nord del Paese, ad Auchel, un preside del liceo Degrugillier è stato colpito all’orecchio da un razzo da mortaio per fuochi d’artificio ed è stato trasportato in ospedale.
Trasporti bloccati e tensione nelle città
Le proteste hanno avuto conseguenze anche sulla mobilità. A Marsiglia sono stati sospesi bus, tram e metropolitana dopo episodi di vandalismo e aggressioni ai conducenti. Il provvedimento ha riguardato anche il tram di Aubagne. A Strasburgo, invece, la circolazione dei tram è stata interrotta su richiesta delle autorità per limitare gli spostamenti di manifestanti e persone coinvolte negli episodi di violenza. La prefettura ha inoltre vietato fino a venerdì la detenzione, il trasporto e l’uso di fuochi d’artificio e il trasporto di carburante in taniche.
Anche a Parigi si sono registrati incidenti. Un veicolo della polizia municipale è stato preso di mira a margine di una mobilitazione studentesca nel XVI arrondissement e un agente è rimasto ferito. Secondo il sindaco Emmanuel Grégoire, l’agente ha riportato tagli alle mani e al viso. Nel frattempo, il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha definito di “estrema gravità” le violenze registrate nei pressi degli istituti e ha disposto che, nei casi di occupazione o di gravi danneggiamenti, le lezioni possano svolgersi a distanza.
Il governo convoca un vertice di crisi
Di fronte all’escalation, il premier francese Sébastien Lecornu ha convocato un vertice interministeriale di crisi al ministero dell’Interno di Parigi. Il governo ha inoltre deciso di annullare almeno fino a lunedì tutti i viaggi e gli spostamenti previsti nell’agenda dei ministri, per consentire all’esecutivo di affrontare la situazione.
La protesta era partita dalle scuole con richieste legate alla sostituzione dei professori assenti e a maggiori risorse per l’istruzione pubblica, ma si è progressivamente estesa anche ai campus universitari. Nel corso delle mobilitazioni, in diverse città si sono verificati blocchi, danneggiamenti e aggressioni, mentre le autorità hanno intensificato gli interventi delle forze dell’ordine.
Sul piano politico, la leader del Rassemblement National Marine Le Pen ha accusato La France Insoumise di avere un ruolo nell’organizzazione delle proteste, sostenendo che non si tratterebbe più soltanto di manifestazioni studentesche. Il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha invece proposto di far ricadere il costo dei danni sulle famiglie delle persone responsabili degli incendi e sul partito di Jean-Luc Mélenchon. Si tratta di accuse e proposte politiche espresse dagli esponenti del Rassemblement National nel corso della giornata.


