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Copilota tenta di dirottare il volo Dubai-Tel Aviv, il video shock: “Grida e urla”

Pubblicato: 30/09/2026 12:45

La normalità di un viaggio in aereo può cambiare in pochi secondi. Una conversazione interrotta, alcune urla provenienti da una zona dell’aeromobile normalmente inaccessibile ai passeggeri e poi la sensazione improvvisa che qualcosa non stia andando per il verso giusto. In quei momenti il tempo sembra dilatarsi, mentre chi si trova a bordo cerca di capire cosa stia accadendo e perché il velivolo abbia improvvisamente cambiato comportamento.

Poi arrivano la paura e l’incertezza. I passeggeri si accorgono della perdita di quota, osservano l’agitazione dell’equipaggio e cercano spiegazioni senza riuscire a capire cosa stia succedendo nella cabina di pilotaggio. Sono minuti concitati, nei quali alcune persone tentano di intervenire mentre l’aereo continua il proprio volo in una situazione completamente diversa da quella prevista alla partenza.
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L’emergenza sul volo Flydubai

È quanto sarebbe accaduto a bordo di un volo Flydubai partito da Dubai e diretto a Tel Aviv. Durante il viaggio, secondo le informazioni riportate, è stata segnalata prima un’emergenza attraverso il codice 7700 e successivamente è stato trasmesso il codice 7500, utilizzato per indicare un possibile dirottamento.

La segnalazione ha fatto scattare l’allarme e ha portato al decollo di caccia israeliani, inviati verso l’aereo per verificare la situazione. Nel frattempo il velivolo aveva modificato la propria rotta, dirigendosi verso l’Arabia Saudita.

L’aereo ha infine raggiunto lo scalo di Tabuk, dove è atterrato. La situazione a bordo, però, secondo le testimonianze raccolte, sarebbe stata particolarmente drammatica.

Un passeggero ha raccontato a Channel 12: “Abbiamo sentito delle urla sull’aereo. Poi hanno aperto la cabina di pilotaggio e abbiamo visto del sangue: qualcuno aveva accoltellato il pilota con un coltellino”.

La colluttazione nella cabina di pilotaggio

La compagnia Flydubai ha confermato che tra i due piloti si è verificata una colluttazione all’interno della cabina e che uno dei due ha perso conoscenza.

Restano invece da chiarire diversi aspetti della dinamica. Una prima testimonianza attribuisce l’aggressione al copilota, che avrebbe accoltellato ripetutamente il comandante. Alcuni membri dell’equipaggio e passeggeri sarebbero quindi riusciti ad aprire la porta della cabina e a immobilizzare l’aggressore.

Una ricostruzione successiva, riportata da Ynet, indica però un quadro differente. A bordo ci sarebbe stata una seconda squadra di piloti, presente tra i passeggeri in abiti civili. Sarebbero stati proprio loro a intervenire per impedire che uno dei piloti coinvolti nella colluttazione potesse assumere il controllo dell’aereo.

Anche la nazionalità dei membri dell’equipaggio ai comandi è stata oggetto di aggiornamenti. Secondo le informazioni più recenti, si sarebbe trattato di un pilota omanita e di uno emiratino, diversamente da quanto riferito inizialmente.

Le ipotesi degli investigatori

Resta ancora da stabilire quale sia stata l’esatta sequenza degli eventi e, soprattutto, chi abbia iniziato l’aggressione. Secondo quanto riferito da Yedioth Ahronot, alcuni funzionari del settore aeronautico israeliano non avrebbero escluso che uno dei piloti possa avere tentato deliberatamente di portare l’aereo verso una situazione di pericolo.

Tra gli scenari presi in considerazione figurano un possibile gesto suicida e un eventuale movente terroristico. Si tratta, tuttavia, di ipotesi investigative che non rappresentano al momento conclusioni definitive sull’accaduto.

Un funzionario israeliano ha dichiarato a Channel 12 che, senza l’intervento dei piloti presenti tra i passeggeri, “l’incidente avrebbe potuto sfociare in un attentato simile a quello dell’11 settembre del 2001”.

Anche questa è una valutazione riferita da una fonte e non costituisce una ricostruzione definitiva dei fatti.

La paura dei passeggeri

A bordo, intanto, i passeggeri avrebbero vissuto momenti di forte paura. Uno di loro ha raccontato che alcune persone intervenute nella cabina avevano gli abiti coperti di sangue.

“Solo i passeggeri israeliani sono intervenuti. Ci sono persone con le magliette completamente ricoperte di sangue”, ha raccontato. “Abbiamo pregato ‘Shema Yisrael’. Ci sono stati anche momenti in cui abbiamo pensato che non ce l’avremmo fatta a uscirne vivi”.

Un’altra passeggera, Noa, ha descritto a Channel 12 la perdita di quota e i movimenti dell’aereo: “Abbiamo capito che il pilota era stato accoltellato e l’aereo ha iniziato a precipitare. L’aereo ha cominciato a muoversi da una parte all’altra. Abbiamo capito che i piloti avevano perso il controllo perché uno di loro era stato accoltellato. L’aereo è sceso rapidamente ed è stato davvero spaventoso”.

Le verifiche dopo l’atterraggio

L’atterraggio a Tabuk, in Arabia Saudita, ha permesso di mettere fine alla fase più critica dell’emergenza. Ora gli investigatori dovranno ricostruire con precisione quanto avvenuto nella cabina di pilotaggio e stabilire la successione degli eventi.

Restano aperte diverse domande: chi ha iniziato la colluttazione, perché sia stato utilizzato un coltello, cosa abbia provocato la perdita di controllo del velivolo e se la modifica della rotta e la rapida discesa siano state conseguenze dell’aggressione oppure il risultato di un’azione deliberata.

Il dato confermato dalla compagnia è la colluttazione tra i due piloti, mentre le altre ricostruzioni dovranno essere verificate dagli accertamenti. Le testimonianze dei passeggeri, i dati relativi al volo e gli elementi raccolti dopo l’atterraggio saranno quindi fondamentali per comprendere cosa sia realmente accaduto durante quei minuti di paura a bordo del volo Flydubai.

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Ultimo Aggiornamento: 30/09/2026 17:30

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