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Garlasco, Garofano pubblica foto inedite: “Ecco le sue tracce…”. Bomba totale

Pubblicato: 10/06/2026 12:18

La complessa gestione delle evidenze scientifiche nei procedimenti giudiziari di grande impatto mediatico continua a sollevare interrogativi cruciali sulla corretta interpretazione dei dati biologici e delle tracce ematiche. Quando l’analisi dei reperti e la ricostruzione della scena del crimine vengono riproposte a distanza di anni, il dibattito si sposta inevitabilmente sulla precisione metodologica dei primi rilievi effettuati dagli organi investigativi. Valutare la disposizione spaziale degli elementi e la logica dei flussi all’interno di un ambiente confinato permette di comprendere come la scienza forense cerchi di superare le tesi puramente indiziarie, offrendo riscontri oggettivi capaci di confermare o ribaltare le tesi ricostruttive sostenute nel corso dei diversi gradi di giudizio.

Le immagini del luminol e la polemica sui lavaggi

Il dibattito scientifico intorno a uno dei gialli più celebri del Paese si arricchisce di nuovi dettagli tecnici destinati a ridefinire i movimenti del colpevole nelle stanze della villetta. Foto inedite scattate nella casa di Chiara Poggi durante il sopralluogo dei Ris di Parma nell’agosto 2007. A mostrarle è l’ex comandante Luciano Garofano, che all’epoca della morte della studentessa si occupò delle indagini. Il 3 giugno scorso Garofano, oggi ex consulente della difesa di Andrea Sempio nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, ha mostrato sui social alcune foto scattate dai Ris sulla scena del delitto per dimostrare che l’assassino di Chiara non si sarebbe lavato in cucina, ma nel bagno della villetta.

La pubblicazione punta a fare chiarezza sull’esatta distribuzione delle tracce latenti, contestando le versioni emerse finora nelle aule di giustizia. Garofano mostra le foto della cucina e del bagno prima e dopo il trattamento con il luminol per dimostrare l’assenza di impronte di scarpe nel primo caso e la presenza, nel secondo caso, delle tracce del percorso dell’assassino. «Queste foto non sono mai state mostrate con la dovuta chiarezza – scrive Garofano – Anzi, forse non sono mai state mostrate. Spesso, nel dibattito sul caso Garlasco, si fa confusione sulla reale dinamica e sui movimenti all’interno della casa. E dai dati oggettivi che abbiamo, l’assassino di Chiara si è lavato nel bagno, non in cucina. Ho deciso di condividere con voi queste immagini degli accertamenti per ristabilire i fatti».

La logica delle tracce e i movimenti del killer

L’analisi comparativa tra i diversi ambienti domestici evidenzierebbe un’incongruenza insuperabile rispetto ad alcune passate ricostruzioni, rimettendo al centro dell’attenzione la planimetria dell’immobile. Garofano spiega: «La cucina: Come si può notare dalle foto prima e dopo il trattamento con il Luminol, nell’area sotto il lavandino della cucina non vi è alcuna traccia di scarpe insanguinate. La logica delle tracce: Le impronte in cucina si interrompono in corrispondenza del tavolo. È scientificamente e logicamente improbabile che, con tutto quel sangue, l’assassino sia riuscito a raggiungere il lavandino senza lasciare nessuna traccia sul pavimento».

La situazione rilevata nel secondo locale esaminato racconterebbe invece una storia completamente diversa e geometricamente definita. «Il bagno: Al contrario, i rilievi effettuati nel bagno inferiore mostrano uno scenario completamente diverso. Lì, il Luminol ha evidenziato chiaramente la presenza di più tracce di scarpa. Anche la planimetria e la ricostruzione del percorso confermano in modo oggettivo questa dinamica. L’evidenza scientifica dimostra, senza spazio per le interpretazioni, che l’assassino non può essersi lavato in cucina». Secondo la sua ricostruzione, il killer di Chiara Poggi, dopo l’omicidio, si sarebbe mosso prima verso il bagno dove avrebbe stazionato di fronte allo specchio, poi sarebbe entrato e uscito dalla cucina muovendosi solamente fino al tavolo, come dimostrano le impronte che si fermano al centro della stanza e non si spingono fino al lavello. Resta da capire come questi elementi verranno valutati dagli inquirenti.

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