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“Kikò Nalli sulla sedia a rotelle”. Shock a La volta buona, fuori tutta la verità. Gelo in studio

Pubblicato: 11/06/2026 19:32

La gestione delle fragilità fisiche e il conseguente impatto sul benessere psicologico rappresentano tematiche di grande rilevanza nel dibattito contemporaneo sui percorsi di rinascita personale. Quando figure abituate a operare nel settore dell’immagine pubblica si trovano ad affrontare tappe complesse legate alla salute, la condivisione delle proprie esperienze diventa un’occasione per riflettere sulle risposte emotive individuali di fronte ai traumi. Analizzare il legame tra stress sistemico e mutamenti estetici consente di comprendere come il superamento di una crisi passi spesso attraverso scelte terapeutiche mirate, capaci di restituire sicurezza e ridefinire il rapporto con la propria quotidianità.

Le confessioni in tv e i problemi fisici

Un noto professionista del settore dell’estetica e dell’immagine ha deciso di aprirsi pubblicamente nel corso di un’intensa intervista televisiva, rivelando i retroscena di un periodo particolarmente buio della sua vita recente. Kikò Nalli si è raccontato a La volta buona, parlando delle difficoltà affrontate negli ultimi anni e della scelta di sottoporsi a un trapianto di capelli. L’hair stylist ha spiegato che, dopo il periodo del Covid, ha vissuto mesi particolarmente complicati dal punto di vista fisico e psicologico, sviluppando anche una forte paura che lo ha portato a isolarsi e a perdere molti capelli.

La narrazione si è fatta stringente quando l’ospite ha ripercorso i momenti più acuti della sua sofferenza, localizzata all’apparato muscolo-scheletrico. Kikò Nalli ha raccontato di aver vissuto un periodo particolarmente difficile dopo l’ultima vaccinazione contro il Covid: «Quando c’è stato il Covid ho avuto un trauma grandissimo perché l’ultimo vaccino mi ha mandato in sedia a rotelle per due mesi. A mezzogiorno ho fatto la puntura, alle 15 non stavo più in piedi». A quel punto Caterina Balivo è intervenuta chiedendo: «Ma è scientificamente provata questa cosa? Visto che i vaccini hanno salvato molte vite». Kikò ha quindi precisato: «Mi ha fatto scoppiare tre vertebre e ho due ernie. È successo. Io ho problemi di schiena, li ho sempre avuti perché con il mio lavoro sto in piedi 18 ore». E ha aggiunto che, secondo quanto gli sarebbe stato riferito da un medico, «è stato un acceleratore».

La perdita dei capelli e il percorso dei trapianti

Il blocco emotivo derivato da questa condizione ha generato una catena di reazioni che hanno inciso profondamente sul suo aspetto esteriore, spingendolo a cercare una soluzione definitiva all’estero. «Ho cominciato ad avere paura, infatti stavo a casa, non uscivo e ho cominciato a perdere tantissimi capelli. Ho deciso quindi di fare due trapianti di capelli». Proprio la caduta dei capelli lo ha spinto a valutare il trapianto.

Già in contatto con alcune cliniche specializzate, ha deciso di recarsi in Turchia per conoscere da vicino il settore e successivamente ha avviato una collaborazione con una clinica a Tirana. Kikò ha raccontato di essersi sottoposto a due interventi: uno nella parte frontale e un secondo successivamente nella zona posteriore. «Il trapianto fa male», ha ammesso senza giri di parole, spiegando però che i risultati possono essere molto soddisfacenti perché vengono utilizzati i propri capelli. L’hair stylist ha inoltre sottolineato come il trapianto sia ormai una pratica molto diffusa, anche tra i personaggi famosi, e che il successo della Turchia nel settore sia legato soprattutto ai costi più competitivi rispetto ad altri Paesi, più che a tecniche differenti.

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