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“Ti piacciono molto!”. Vannacci insulta la Gruber: esplode lo studio

Pubblicato: 11/06/2026 08:57

Un confronto acceso, caratterizzato da toni duri e continui botta e risposta, ha animato l’ultima puntata di Otto e Mezzo. Protagonisti della serata sono stati Roberto Vannacci e Lilli Gruber, che si sono confrontati su alcuni dei temi più divisivi del dibattito politico nazionale, dall’immigrazione alle prospettive del nuovo progetto politico del generale, passando per i rapporti con il centrodestra e con il governo guidato da Giorgia Meloni.

Fin dai primi minuti dell’intervista, il clima nello studio di La7 è apparso particolarmente teso. Al tavolo era presente anche la giornalista del Sole 24 Ore Lina Palmerini, intervenuta più volte nel corso della discussione. Il dibattito si è sviluppato attorno alle ragioni che hanno portato Vannacci a intraprendere un percorso politico autonomo e alle critiche rivolte all’attuale maggioranza.
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Le critiche al governo e la distanza dal centrodestra

Nel corso dell’intervista, il generale ha sostenuto che l’esecutivo non sarebbe riuscito a realizzare integralmente alcuni degli obiettivi annunciati agli elettori. Una valutazione che, secondo Vannacci, riguarda diversi punti del programma politico e che avrebbe contribuito ad alimentare la necessità di una proposta alternativa.

Tra gli argomenti affrontati, particolare spazio è stato dedicato alla gestione dei flussi migratori. Il generale ha espresso una posizione molto critica sulle politiche adottate fino a questo momento, sostenendo che le misure messe in campo non sarebbero sufficienti per affrontare il fenomeno.

Secondo Vannacci, il problema sarebbe destinato ad aggravarsi nel tempo. Durante il confronto ha affermato che in futuro ci ritroveremo con “l’ottanta percento degli immigrati che saranno clandestini, che non hanno titoli per rimanere nel Paese”.

Un’affermazione che ha spinto Gruber a chiedere le ragioni per cui il governo non sarebbe riuscito a mantenere le promesse formulate durante la campagna elettorale.

Il nodo dei rapporti europei

Nella sua risposta, Vannacci ha indicato come una delle principali cause delle difficoltà dell’esecutivo le differenze esistenti all’interno della coalizione di governo, soffermandosi in particolare sulle dinamiche europee.

Il generale ha sostenuto che alcuni alleati avrebbero assunto posizioni differenti rispetto alla linea da lui ritenuta necessaria per contrastare l’immigrazione irregolare. In particolare ha dichiarato che, in sede europea, “quando c’è da votare per esempio nel condizionare l’elargizione dei fondi europei di sviluppo ai paesi origine della migrazione, all’applicazione e implementazione degli accordi di rimpatrio, vota contro”.

Parole che, secondo la sua ricostruzione, aiuterebbero a spiegare il progressivo allontanamento dal progetto politico sostenuto dall’attuale maggioranza.

Il confronto acceso sull’immigrazione

La parte più intensa della trasmissione è arrivata quando il dibattito si è concentrato sulle possibili soluzioni per gestire l’immigrazione clandestina.

Sia Lilli Gruber sia Lina Palmerini hanno ricordato l’esistenza di accordi internazionali e strumenti diplomatici utilizzati per affrontare il fenomeno migratorio. Le due giornaliste hanno inoltre evidenziato la complessità della materia, sottolineando come le decisioni dei governi siano spesso vincolate da norme e accordi sovranazionali.

Vannacci ha però respinto queste osservazioni e ha rilanciato la propria linea. Rivolgendosi alla conduttrice, ha dichiarato: “A lei piacciono i clandestini? Noi abbiamo già degli accordi bilaterali con la maggior parte dei paesi che però non vengono implementati, dobbiamo rimpatriarli attraverso la deportazione in un paese terzo considerato sicuro”.

L’affermazione ha provocato una reazione immediata da parte di Gruber, che ha contestato con fermezza le parole dell’ospite. La giornalista ha replicato: “Lei non dica delle sciocchezze, per favore, perché io anche in questa trasmissione ho sempre detto che il fenomeno dell’immigrazione va governato. Non va strumentalizzato, come fa lei e come fanno tanti altri”.

Il confronto è così diventato uno dei momenti più tesi della puntata, con toni che si sono progressivamente irrigiditi.

L’intervento di Lina Palmerini

Nel corso della discussione è intervenuta anche Lina Palmerini, che ha richiamato il lavoro svolto dal governo italiano sul tema dei Paesi terzi considerati sicuri.

La giornalista ha contestato la ricostruzione proposta dal generale, attribuendo all’esecutivo un ruolo centrale nelle iniziative portate avanti in Europa. Rivolgendosi a Vannacci ha affermato: “Mi dispiace di dissentire, ma tutta la battaglia in Europa sui paesi terzi sicuri l’ha fatta Meloni e non l’ha fatta lei, e dovrebbe dargliene atto”.

Un’osservazione che ha chiuso uno dei passaggi più significativi del confronto televisivo. Il generale, senza arretrare dalle proprie posizioni, ha riconosciuto il percorso avviato dall’esecutivo ma lo ha giudicato ancora insufficiente, concludendo: “È solo un primo passo, ma non è ancora sufficiente”.

La puntata si è così conclusa con posizioni rimaste distanti e senza punti di convergenza. Un confronto che ha messo in evidenza le profonde differenze di vedute sul tema dell’immigrazione, uno degli argomenti destinati a restare al centro del dibattito politico nelle prossime settimane.

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