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Stasi lascia il carcere, interviene il ministro Nordio: cosa succede

Pubblicato: 12/06/2026 20:39

Alberto Stasi è sempre più vicino all’uscita dal carcere e alla concessione dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Resta però ancora in attesa del provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Milano, che si è riservato la decisione al termine dell’udienza, svolta nel pomeriggio di oggi a porte chiuse. L’ordinanza è attesa entro cinque giorni.

La posizione della Procura generale di Milano, guidata da Francesca Nanni con la sostituta pg Valeria Marino, è stata favorevole. Nel parere sono stati valorizzati la buona condotta carceraria, le relazioni positive dell’équipe del carcere di Bollate e il percorso di progressivo reinserimento già avviato negli anni.

Secondo quanto emerso, questi elementi — insieme al fatto che Stasi si trovi ormai in fase avanzata di esecuzione pena, con fine previsto nel 2028 e detenzione dal 2015 per la condanna definitiva a 16 anni per l’omicidio di Garlasco — renderebbero la concessione della misura alternativa una conseguenza naturale del percorso penitenziario.

L’ex studente della Bocconi è attualmente in regime di semilibertà, misura già concessa nell’aprile 2025 dallo stesso Tribunale di Sorveglianza, che gli consente di uscire durante il giorno per lavorare e attività esterne, con obbligo di rientro serale nel carcere di Bollate.

La valutazione sull’affidamento in prova è indipendente da eventuali sviluppi sul fronte della revisione del processo, per la quale la difesa sta preparando un’istanza separata. Le due procedure, viene precisato, seguono binari giuridici distinti.

Stasi era presente all’udienza odierna e, come da prassi, ha risposto ad alcune domande dei magistrati relative alla sua vita detentiva, al lavoro e al comportamento tenuto durante la semilibertà. Secondo quanto trapelato, le domande sono state limitate e l’udienza si è conclusa in circa mezz’ora.

Nel parere della Procura generale è stato richiamato anche il comportamento tenuto da Stasi dopo una recente intervista televisiva, elemento che in passato aveva portato la stessa Procura a chiedere l’annullamento del provvedimento di semilibertà poi confermato dalla Cassazione.

La sostituta pg Valeria Marino ha inoltre sottolineato la disponibilità del detenuto al confronto in aula e il suo atteggiamento definito “pacato”, oltre all’assenza di ulteriori interventi mediatici successivi a quell’episodio e al progressivo accettare, sul piano giuridico, della condanna definitiva, pur mantenendo la propria dichiarazione di innocenza.

Sul piano personale, il caso continua a suscitare attenzione anche per le dichiarazioni della famiglia. La madre di Stasi ha recentemente affermato: «Quando tutto finirà andrò con mio figlio sulla tomba di Chiara», parole che hanno riacceso il dibattito pubblico attorno alla vicenda di Garlasco.

Sulla stessa linea di attenzione al caso si è espresso anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha definito la vicenda “un’anomalia”, sottolineando in un intervento pubblico le particolarità del percorso giudiziario che ha portato alla condanna definitiva dopo due precedenti assoluzioni nei primi gradi di giudizio.

Ora la decisione del Tribunale di Sorveglianza è attesa nei prossimi giorni: se confermato il parere della Procura generale, Stasi potrebbe ottenere l’affidamento in prova e proseguire l’esecuzione della pena fuori dal carcere, segnando una nuova fase del lungo caso giudiziario.

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