
Dramma in alta quota sul Gran Paradiso, dove tre alpinisti hanno perso la vita dopo essere precipitati lungo la parete nord della montagna. L’incidente, avvenuto a poca distanza dalla cima, ha richiesto un complesso intervento dei soccorsi in uno dei punti più impervi del massiccio valdostano.
Secondo le prime informazioni, i tre escursionisti sarebbero precipitati per circa 400 metri lungo il versante della Valle d’Aosta, senza avere alcuna possibilità di salvarsi. Il bilancio è tragico: tutte e tre le persone coinvolte sono decedute sul colpo.
Le vittime si trovavano nella parte finale dell’ascensione, a breve distanza dalla vetta del Gran Paradiso, che raggiunge i 4.061 metri di quota. Proprio la vicinanza alla cima rende ancora più drammatica la tragedia.

Stando a quanto emerso finora, almeno due delle vittime sono italiane, mentre sull’identità del terzo alpinista non sono ancora state diffuse informazioni ufficiali. Le operazioni di identificazione sono tuttora in corso.
L’allarme è scattato poco dopo le 19.30, quando i familiari degli alpinisti, non vedendoli rientrare come previsto, hanno contattato la Centrale unica di soccorso, facendo temere il peggio.
Immediato il decollo dell’elicottero del soccorso, che ha raggiunto la zona dell’incidente e individuato i corpi a una quota di circa 3.600 metri. Le condizioni del terreno e la posizione delle salme hanno reso particolarmente delicate le operazioni di recupero.
Sul posto stanno operando il Soccorso Alpino Valdostano e il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, impegnati sia nel recupero dei corpi sia nella ricostruzione della dinamica dell’incidente.
I primi accertamenti dovranno chiarire cosa abbia provocato la caduta della cordata. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi sono una perdita di equilibrio durante la progressione, un cedimento dell’ancoraggio o altre criticità legate alle difficili condizioni dell’ambiente alpino.
La tragedia riporta alla memoria un altro grave incidente avvenuto sulla stessa parete nord appena due settimane fa. Il 30 maggio aveva perso la vita Andrea Villa, alpinista comasco di 54 anni, precipitato per oltre 500 metri sotto gli occhi del fratello e di un altro compagno di cordata. Un precedente che rende ancora più pesante il bilancio di una stagione già segnata da gravi incidenti sulle montagne valdostane.


